WALL STREET: CHE SETTIMANA EUFORICA!

di Redazione Wall Street Italia
2 Maggio 2003 22:30

Sulla scia di un mese particolarmente positivo, Wall Street e’ riuscita ad archiviare anche questa settimana con gli indici in netto rialzo. Non hanno frenato gli operatori i dati deludenti sull’attivita’ manifatturiera e la persistente debolezza del mercato del lavoro.

L’attenzione degli investitori continua a rimanere concentrata sulle cifre di bilancio. Dalle stime della societa’ di ricerca Thomson Financial, nel primo trimestre i profitti delle aziende che compongono l’S&P500 sono aumentati del 12% su base annua. Si tratta del maggiore incremento da quasi tre anni.

“Noi riteniamo che il calo del prezzo del petrolio, la politica monetaria espansiva, gli stimoli fiscali, il miglioramento del cash flow delle aziende e il modesto incremento degli investimenti siano tutti elementi che concorreranno a migliorare il quadro dell’economia gia’ nel corso di quest’anno”, ha dichiarato Richard Nash, chief market strategist di Victory Capital Management.

La prossima settimana, l’attenzione degli operatori sara’ focalizzata sulla riunione della Fed (in calendario martedi’, ndr). Piu’ che alla decisione sui tassi, che appare ormai abbastanza scontata, il mercato guardera’ alle possibili indicazioni fornite dalla banca centrale sui prossimi mesi”.

Rispetto a venerdi’ scorso, il Dow Jones e’ avanzato di 276 punti (+3,33%), portandosi a quota 8.582,68. Dall’inizio anno l’indice industriale segna un rialzo del 2,89%, mentre rispetto a un anno perde il 14,23%.

Con un incremento del 4,77% (+68,4 punti), il Nasdaq ha registrato il maggiore guadagno percentuale, attestandosi a quota 1.502,90, il livello piu’ elevato dal giugno 2002. Dalla chiusura del 31 dicembre l’indice hi-tech segna un aumento del 12,53% e dall’anno scorso cede il 6,83%.

L’S&P 500 ha chiuso la settimana in aumento di 31,28 punti (+3,48%) a quota 930,08. Il rialzo realizzato nel 2003 e’ del 5,71% mentre su base annua l’indice accusa una flessione del 13,35%.

Nel solo mese di aprile, i tre listini sono avanzati rispettivamente del 6,11%, 8,10% e 9,18%. Per il Nasdaq (+9,18%), si tratta del secondo incremento di aprile piu’ elevato della sua storia.




































































































































































































INDICI DI BORSA Ticker Valore Ultima settimana
%
Iinizio anno
%
Ultimi 12 mesi
%
DJIA DJIA 8582.68 3.33% 2.89% -14.23%
S&P 500 SPX 930.08 3.48% 5.71% -13.35%
Nasdaq IXIC 1502.90 4.77% 12.53% -6.83%
Nasdaq 100 NDX 1136.51 4.92% 15.46% -4.55%
INDICI DI SETTORE Ticker Valore Ultima settimana
%
Iinizio anno
%
Ultimi 12 mesi
%
Semiconduttori SOX 343.03 5.55% 18.61% -28.57%
Oro-Argento XAU 67.55 3.08% -12.00% -13.80%
Networking NWX 168.36 9.97% 28.81% 114.85%
Internet ECM 58.68 11.62% 33.55% 29.68%
Hardware GHA 186.14 6.73% 20.17% -10.29%
Petrolifero OIX 253.66 3.29% -2.39% -22.55%
Finananziario DJ_FIN 154.84 3.73% 4.83% -15.47%
Energia DJ_ENE 186.88 2.83% -0.20% -16.66%
Farmaceutico DRG 323.77 4.78% 8.47% -7.39%
Biotech BTK 388.81 7.08% 14.96% -5.10%
Difesa DFX 152.97 3.76% -5.36% -26.45%
Gas Naturale XNG 178.99 0.26% -7.78% -5.17%
Software GSO 116.77 8.02% 14.35% -4.08%
Retail RLX 300.68 2.83% 12.45% 146.99%
Wireless UTI 262.05 1.17% 1.70% -24.69%
Assicurazione DJ_INS 311.02 4.49% 4.64% -15.23%
Aereo XAL 43.67 17.30% 12.58% -50.46%
TELECOM XTC 456.35 5.04% 1.31% -13.49%

IL MERCATO AZIONARIO

Nonostante lo scetticismo di Banc of America sui titoli tecnologici, che sconterebbero “aspettative irrealistiche” sulla profittabilita’ delle aziende, il comparto hi-tech ha registrato una performance particolarmente positiva.

Le correnti di acquisto si sono riversate un po’ su tutti i settori, come dimostrano i rialzi di Cisco Systems (CSCO – Nasdaq, +6%), Hewlett-Packard (HPQ – Nyse, +4,6%) e SBC Communications (SBC – Nyse, +8,5%).

Tra le migliori prestazioni a livello settoriale, da segnalare il +8% messo a segno dal software (GSO). In particolare, si sono distinte Adobe Systems (ADBE – Nasdaq, +9%), leader mondiale per la grafica, e Macromedia (MACR – Nasdaq), il cui titolo e’ avanzato del 48%. Molto positiva, inoltre, la prova di Microsoft (MSFT – Nasdaq, 3,3%).

Per quanto riguarda i chip (SOX, +5,55%), l’ottimismo lo ha diffuso Taiwan Semiconductor (TSM – Nyse, +17%), con previsioni molto incoraggianti su ordinativi, fatturato, prezzi e produzione. Tra le principali società del comparto, Intel (INTC – Nasdaq) ha guadagnato il 3,7% e Applied Materials (AMAT – Nasdaq) quasi il 6%.

Passando alle blue chip della “old economy”, i rialzi piu’ significativi li hanno realizzati McDonald’s (MCD – Nyse, +11%), DuPont (DD – Nyse, +4%) e Disney (DIS – Nyse, +3,5%), le cui trimestrali sono risultate in linea o migliori delle aspettative del mercato.

Molto positivi, inoltre, i dati di bilancio delle società petrolifere Exxon Mobil (XOM – Nyse, +3,5%) e Chevron Texaco (CVX – Nyse, +3,4%). Recupera solo nel finale General Motors (GM – Nyse, +0,6%), declassata da Lehman Brothers nella categoria Underweight.

I DATI MACROECONOMICI DELLA SETTIMANA

  • Reddito e spese personali. Nel mese di marzo entrambe gli indicatori hanno registrato una crescita dello 0,4%.
  • Fiducia dei consumatori. Ad aprile l’indice sul sentiment dei consumatori Usa e’ schizzato a 81,0 punti dai 61,4 di marzo. Il dato e’ nettamente migliore delle aspettative.
  • Chicago PMI. L’indice che misura l’attivita’ manifatturiera nell’area di Chicago e’ sceso a quota 47,6, confermandosi al di sotto della soglia chiave dei 50 punti, livello che separa espansione da contrazione.
  • Sussidi di disoccupazione. La settimana scorsa le nuove richieste di sussidi sono diminuite di 13.000 unita’ (a quota 448.000), ma hanno deluso le aspettative degli analisti.
  • Produttivita’. Il dato preliminare sul primo trimestre segna una crescita dell’1,6%, un livello inferiore a quella stimata dagli economisti (+2,3%).
  • ISM manifatturiero. L’indice dei manager responsabili degli ordini di acquisto per il settore manifatturiero ad aprile e’ sceso a 45,4 punti dai 46,2 di marzo. Anche l’Ism, quindi, si conferma sotto la soglia dei 50 punti.
  • Rapporto sull’occupazione. Ad aprile il tasso di disoccupazione e’ salito al 6,0% e nel comparto non agricolo si sono persi 48.000 posti di lavoro.
  • Ordini alle fabbriche. Il livello di ordinativi a marzo e’ aumentato del 2,2%. Si tratta dell’incremento piu’ consistente dal luglio 2002.

IL MERCATO OBBLIGAZIONARIO

I titoli di Stato hanno registrato un andamento contrastato. Dopo i consistenti guadagni messi a segno mercoledi’, con il sopraggiungere di dati macroeconomici deludenti, l’umore degli operatori ha decisamente cambiato direzione.

Alla chiusura di venerdi’ il rendimento sui Treasury a 10 anni e’ salito al 3,92% dal 3,88% di venerdi’ scorso. Leggermente negativa anche la performance del 5 anni, con lo yield salito al 2,82% dal 2,81% della settimana scorsa. Ricordiamo che il rendimento segue un andamento inverso rispetto ai prezzi.

Sul reddito fisso pesa la consistente emissione di bond per $58 miliardi che il Tesoro effettuera’ la settimana prossima. Gli operatori sono inoltre preoccupati dal livello che sta raggiungendo il deficit federale, stimato da Goldman Sachs intorno alla cifra record di $425 miliardi.

IL MERCATO VALUTARIO

La forte discesa del dollaro e’ cominciata ad inizio settimana, alimentata dalle preoccupazioni sullo stato di salute dell’economia Usa e sul livello che sta raggiungendo il deficit delle partite correnti, stimato a quasi $500 miliardi (5% del Pil).

Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il biglietto verde viene scambiato a $1,122 per 1 euro, contro gli $1,103 di venerdi’ scorso. Nel corso della settimana il cambio tra le due valute era arrivato a quota 1,1285, il livello più elevato dal febbraio 1999.