WALL STREET: BLUE CHIP IN CALO DOPO ALLARME FED

4 Giugno 2008, di Redazione Wall Street Italia

Seduta contraddistinta da un’elevata volatilita’ a New York, con gli operatori sempre piu’ incerti sull’economia a stelle e strisce, impegnati a metabolizzare gli ultimi dati macro, ma anche preoccupati dall’ancora debole settore finanziario. Dopo aver imboccato la strada dei rialzi a meta’ seduta, i listini hanno ritracciato sulle parole di Ben Bernanke (che ha lanciato un nuovo allarme sull’inflazione), chiudendo la giornata contrastati. Il Dow Jones ha chiuso in ribasso dello 0.10% a 12390, l’S&P500 dello 0.03% a 1377, il Nasdaq ha guadagnato lo 0.91% a 2503.

Intervenuto alla Harvard University, il presidente della Federal Reserve ha affermato che l’attuale livello d’inflazione e’ “significativamente piu’ alto” di quanto la Banca Centrale vorrebbe, confermando che sara’ uno dei compiti principali dei governatori quello di monitorare con attenzione l’evolversi della situazione per garantire la stabilita’ dei prezzi.

Gia’ nella giornata precedente il n.1 della Fed si era detto preoccupato della dinamica inflazionistica, spinta dagli elevati prezzi delle commodities e dalla debolezza del dollaro. Una politica a supporto del biglietto verde significherebbe uno stop al ciclo dei tagli ai tassi (gia’ dato per scontato dal mercato) ed un possibile ritorno ad un rialzo del costo del denaro probabilmente entro la fine dell’anno.

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“Continuiamo ad essere vittime della debolezza all’interno del comparto finanziario. Non fosse per questa, probabilmente il mercato si spingerebbe al rialzo” ha affermato Robert Pavlik, capo degli investimenti di Oaktree Asset Management. A trascinare il comparto al ribasso sono stati i pronunciati cali delle societa’ assicuratrici di bond Ambac Financial (ABK) e MBIA (MBI), piegati dalle voci di un possibile downgrade sul credito da parte dell’agenzia Moody’s.

Gli analisti di Merrill Lynch (MER) hanno annunciato che Bank of America (BAC) avra’ difficolta’ nel rispettare le stime sugli utili fino al 2010 a causa dell’ampia esposizione sul business dei consumi e sui prestiti immobiliari. Previste inoltre svalutazioni superiori alle precedenti stime, connesse all’acquisizione di Countrywide Financial (CFC), la disastrati societa’ di mutui che BAK ha deciso di rilevare all’inizio dell’anno.

In rialzo il titolo Lehamn Brothers (LEH). La banca d’affari avrebbe gia’ avviato le trattative con un investitore asiatico per l’infusione di nuovo capitale. L’ottenimento di nuovi investimenti ha portato gli analisti di Merrill Lynch a rivedere al rialzo il giudizio sull’azienda e migliorare il target price. Nelle prime ore della seduta alcuni rumors avevano riportato di grosse perdite a carico di un hedge fund gestito dalla banca, altre voci annunciavano la vendita di alcuni business del gruppo.

Positivo il contributo degli aggiornamenti sulla congiuntura americana. Nel primo trimestre la produttivita’ Usa ha registrato una crescita del 2.6%, leggermente migliore delle attese, rivista al rialzo rispetto al dato preliminare e superiore rispetto al trimestre precedente. Note positive sono emerse anche dal mercato del lavoro, con il rapporto ADP
che ha segnalato un aumento di occupati nel settore privato che ha sorpreso gli economisti (che invece avevano previsto un calo). In lieve ribasso, ma migliore delle stime infine, il dato sull’indice ISM del comparto servizi, attestatosi a quota 51.7 contro i 51 del consensus.

Tra le notizie di mergers & acquisitions, in evidenza l’avvio delle trattative tra il colosso telecom Verizon (VZ) e Alltel, il quinto operatore wireless americano. Persone informate sui fatti avrebbe confermato che l’azienda sarebbe pronta a sborsare $27 miliardi per chiudere l’affare.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, ondata di acquisti sul petrolio. Complice la debolezza del dollaro, dovuta alle parole di Trichet su un aumento dei tassi d’interesse per calmierare la corsa dei prezzi, i futures con consegna luglio hanno registrato un’impennata di $5.49 (+4.5%) chiudendo a quota $127.79 al barile. Sul valutario, in tensione l’euro sul dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.5593. Fiacco l’oro. I futures con consegna agosto sul metallo prezioso sono arretrati di $8.30 a $875.50 l’oncia. In ribasso i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.03% dal 3.94% di mercoledi’.

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