Wall Street: avvio nervoso

di Redazione Wall Street Italia
19 Gennaio 2011 15:30

Partenza contrastata per l’azionario americano, con il Dow che apre in territorio lievemente positivo, mentre Nasdaq e S&P cedono rispettivamente lo -0,2% e lo 0,12%. Sul mercato la volatilita’ e’ abbastanza alta, con gli investitori che sono impegnati a digerire una sfilza di risultati fiscali delle banche, tra cui Goldman Sachs, nonche’ nuovi dati macro. A impedire perdite maggiori nel settore dei tecnologici ci stanno pensando invece i buoni risultati di Apple e di Ibm, che fanno pensare a una ripresa delle spese aziendali nel settore.

Goldman Sachs ha registrato un calo dei profitti del 52% a $2,39 miliardi, in linea con le stime, mentre il fatturato ha deluso. Sempre restando all’interno del comparto finanziario, Northern Trust ha chiuso il trimestre con un fatturato non troppo convincente, mentre Wells Fargo, US Bancorp, State Street e Bank of New York hanno tutte battuto le attese sul fronte dei ricavi. Nel complesso gli utili pero’ non hanno soddisfatto in pieno.

Anche oggi riflettori puntati sui titoli Apple, al centro delle attenzioni dopo i conti trimestrali positivi ma sopratutto dopo che l’AD e fondatore Steve Jobs ha annunciato di essersi preso un nuovo congedo per malattia. Apple ha chiuso il primo trimestre con un risultato di $6 miliardi, ovvero $6,43 per azione, che si confronta con un utile netto di $3,38 miliardi dell’anno prima. Il fatturato e’ cresciuto oltre il 70% a quota $26,74 miliardi, grazie in particolare alle vendite di iPhone e iPad.

In ambito macro, in dicembre i nuovi cantieri edili sono scesi ai minimi di oltre un anno, ma le licenze di costruzione hanno evidenziato una bella ripresa, migliore delle attese in dicembre. Il 2010 si e’ chiuso intanto come il peggiore anno della storia per il business delle costruzioni. Create 587.600 case, appena sopra i minimi storici di 554.000 visti nel 2009.

Nonostante la seduta si faccia incerta gli strategist ci tengono a sottolineare che i trader continuano a mostrare un certo appetito per il rischio, che si sposa bene con l’azionario. Finora infatti – fanno sempre notare gli analisti – qualsiasi momento difficile o di debolezza ha avuto vita breve.

In Europa l’attenzione e’ invece concentrata ancora una volta sui PIIGS dopo che l’asta di titoli portoghesi a un anno ha riscontrato una buona domanda: raccolti 750 milioni di euro con tassi di interesse piu’ bassi.

Le principali piazze finanziarie sono per lo piu’ in moderato calo, mentre le materie prime si stanno distinguendo in positivo, cosi’ come l’euro che si e’ portato sopra la soglia di $1,35 contro il dollaro. Valuta quest’ultima che paga le strette monetarie annunciate in Brasile, India e Cina (si parla di un rialzo dei tassi anche in Europa e Regno Unito, per contrastare l’inflazione), cosi’ da renderla una delle monete piu’ economiche al momento. Per il Dollar Index si tratta della settima seduta in ribasso nelle ultime otto.

Sugli altri mercati i futures sul petrolio con consegna febbraio del petrolio avanzano dello 0,49% a $91,83 il barile. Il derivato con scadenza febbraio dell’oro sale dello 0,58% a $1.376,10 l’oncia. Sul fronte valutario, l’euro sale dello 0,93% a quota $1,3512. Quanto ai Treasury, i prezzi calano con il rendimento del decennale che si trova al 3,37% in progresso 4 punti base.