Wall Street avanza aspettando il voto di Washington

13 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

I listini arrivano al traguardo di meta’ seduta in progresso, con le attivita’ di M&A e la mancata stretta monetaria in Cina che hanno mantenuto alto il morale degli investitori. Il mercato intanto attende con impazienza che il Congresso approvi il rinnovo dei tagli alle tasse dell’era Bush.

Dopo aver chiuso la settimana in positivo, il Dow sembra aver intenzione di estendere tali guadagni, anche se i rialzi sono abbastanza contenuti. Il paniere delle blue chip avanza di 35 punti circa, aiutato dalla spinta di
Walt Disney (+1.8%), Caterpillar (+1.8%) e Pfizer (+1.3%) e dalla rimont adi Hewlett-Packard (+1.45% dopo un avvio stentato). Lettera invece su Intel (-0.7%). In progresso anche S&P 500 e Nasdaq. L’indice di volatilita’ Vix, misura della paura che aleggia sui mercati, e’ sceso sotto quota 17.

Il Congresso si esprimera’ in giornata sul prolungamento del pacchetto di agevolazioni fiscali per altri due anni, dopo che la settimana scorsa Obama ha raggiunto un compromesso con i repubblicani in materia. Il provvedimento dovrebbe passare nonostante l’opposizione dei democratici, che ora sono in minoranza alla Camera.

I prezzi dei titoli di stato Usa continuano a cedere terreno, in previsione dell’approvazione del piano fiscale che ha l’obiettivo di stimolare la ripresa in un contesto di inflazione sotto controllo. Particolarmente in difficolta’ il decennale, con il rendimento che si e’ spinto in area 3.35, dopo aver toccato i massimi di sei mesi.

Sul valutario il dollaro cede terreno contro il franco svizzero e l’1% contro l’euro. Il Dollar Index, misura della performance del biglietto verde contro il basket delle sei principali valute rivali, cede lo 0.92%.

Le piazze azionarie di tutto il mondo hanno ricevuto una bella iniezione di fiducia dalle notizie giunte dalla Cina, che non ha alzato i tassi di interesse e annunciato che nonostante il forte rincaro dei prezzi, ha intenzione di mantenere una politica orientata alla crescita sempre piu’ forte, piuttosto che ad una di stretta monetaria.

Tra i settori, energetici e materiali di base stanno guidando i rialzi in Europa, dove le borse sono positive, in rialzo dell’1.% circa. le grandi banche di Wall Street, in ripresa dopo il piano di salvataggio in piena crisi finanziaria, dovrebbero mettere a segno i migliori due anni nel settore dell’investment banking e del trading, con il 2010 che dovrebbe vedere i secondi risultati piu’ alti di sempre. L’indice di volatilita’ VIX, misura della paura che aleggia sui mercati, e’ calato di 65 centesimi di poco sotto l’area di 17 punti.

In ambito di notizie societarie, e’ il fronte M&A ad attirare i riflettori su di se’. Thermo Fisher acquistera’ Dionex al prezzo di circa $2.1 miliardi, ovvero $118.50 per azione in contanti: la cifra rappresenta un premio del 21% rispetto al valore di chiusura venerdi’.

General Electric ha annunciato che acquistera’ una societa’ di componentistica nel settore energetico, Wellstream Holding, per $1.3 miliardi. All’interno della sfera farmaceutica, Sanofi-Aventis rilancera’ la sua offerta da $18.5 miliardi su Genzyme. Dell da parte sua comprera’ Compellent per $960 milioni.

Sul fronte macro non ci sono appuntamenti di rilievo in calendario.

Delle notizie piu’ importanti da tutto il mondo, qui sotto e’ riportato un elenco degli highlight della giornata:

• Borse asiatiche e rame in rialzo dopo che la Cina ha annunciato un passo indietro sul fronte dell’aumento dei tassi, che si temeva imminente a causa del rincaro dei prezzi

• L’Australia intende aumentare la competitivita’ tra le bance

• Pechino promette un cambiamento del modello di crescita nel 2011

• Il primo ministro cinese Wen si rechera’ in visita in India nel tentativo di raggiungere un patto di fiducia reciproca in merito alle dispute riguardanti il territorio e gli scmabi commerciali

• L’inflazione in Cina potrebbe registrare un accelerazione superiore al 5%, si teme altra stretta monetaria

• I leader del blocco UE si concentreranno nella crisi del debito sovrano e la BCE sulla situazione della banche

• L’euro e’ scivolato in area $1.3202 in Europa, prima di risalire la china. Riunione in corso delle nazioni dell’Unione Europea per parlare della crisi del debito

Londra ha chiuso in progresso dello 0.75%, Francoforte dello 0.3%, Parigi fa +0.89% e Milano sale dello 0.72%. I listini riescono così a lasciarsi alle spalle il giudizio di Moody’s, che ha confermato l’outlook negativo per le banche spagnole.

In un contesto che rimane caratterizzato da una profonda incertezza, il sentiment non è di certo aiutato in Europa dai giudizi delle agenzie di rating che continuano ad attaccare l’Europa. A tal proposito, grande è l’attesa degli operatori per la riunione dei leader Ue del 16-17 dicembre, in cui, secondo il Financial Times, si potrà considerare anche l’eventualità di concedere una linea di credito a breve termine ai paesi che hanno problemi di rifinanziamento. Inoltre, in quell’occasione si potrebbe affrontare anche la possibilità del fondo anticrisi di acquistare bond governativi.

In tutto questo, non c’è dubbio che il mondo continui a essere diviso a metà. Mentre la Cina continua a correre, l’Europa litiga ancora per la proposta di Tremonti-Juncker relativa all’emissione degli eurobond. Pechino è inoltre osservato speciale soprattutto per il dato sull’inflazione, balzato al 5,1%, al massimo degli ultimi 28 mesi.

In realtà, i rialzi delle borse europee si spiegano proprio con la mancata decisione della Cina, nel weekend appena trascorso, di alzare il costo del denaro, come molti invece avevano temuto. Ma manca ormai poco all’adozione di una manovra di politica monetaria restrittiva, visto che l’economia cinese non sembra dare segnali di rallentare il passo e considerate le recenti dichiarazioni delle autorità del paese del Dragone.