WALL STREET ARRETRA SU OUTLOOK ECONOMICO

22 Settembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Un’altra seduta negativa per gli indici americani, incentrata ancora sulle deludenti prospettive economiche e sulle conseguenze che il rallentamento potra’ avere sui risultati delle aziende. Il Dow Jones e’ arretrato dello 0.22% a 11508, l’S&P500 ha chiuso in calo dello 0.25% a 1314, il Nasdaq ha ceduto lo 0.84% a 2218.

Le vendite sull’azionario sono scattate nella giornata di giovedi’, in seguito al rilascio dell’indice Philadelphia Fed, sceso sotto lo zero per la prima volta dall’aprile 2003.

Tale campanello d’allarme ha originato tensione tra gli operatori, preoccupati del fatto che il comparto manifatturiero possa associarsi presto al settore immobiare in fatto di rallentamento. Gli investitori ora sono maggiormente concentrati sul raffreddamento della crescita dell’economia anziche’ sull’accelerazione delle pressioni inflazionistiche, e i futures sui fed funds scontano addirittura una possibilita’ che la Fed possa iniziare a valutare una politica espansiva gia’ entro la fine dell’anno.

Le prospettive di rallentamento, inoltre, hanno originato un vero e proprio rally nel mercato obbligazionario, che ha spinto i rendimenti sui Treasury a 10 anni al 4.5970%, poco sopra il valore che li contraddistingueva agli inizi di marzo.

Neanche il marcato calo del greggio e’ stato sufficiente a riportare gli acquisti sui mercati. Grazie al forte incremento delle scorte, in particolar modo di benzina e prodotti distillati (che comprendono anche il carburante da riscaldamento – per cui e’ prevista un’impennata della domanda mentre ci inoltriamo nell stagione invernale), i futures con scadenza novembre hanno chiuso ai peggiori livelli di 10 mesi a quota $60.55 al barile, in calo di $1.04, registrando una performance settimanale negativa del 5.4%.

In riferimento alle notizie societarie, le preoccupazioni sul rallentamento dell’economia a stelle e strisce hanno gravato sui produttori di macchinari destinati all’industria pesante, come Caterpillar, e sulle conglomerate industriali, tra cui Honeywell e General Electric.

A livello settoriale solo il comparto dei metalli e’ riuscito a distinguersi in positivo. L’oro ha archiviato la sessione in progresso di $7.10 a $595.40 l’oncia, recuperando parte del terreno ceduto nell’ultimo periodo.

Tra le altre notizie, si legge che due mesi di trattavate tra Nissan e Renult non hanno prodotto risultati significativi per una possibile alleanza con il colosso dell’auto americano General Motors.

Bene, invece, il colosso degli articoli sportivi Nike, balzato del 5% dopo aver riportato, nell’after hour di giovedi’ risultati trimestrali superiori alle attese. Restando in ambito di utili, forti ribassi, invece, per Boston Scientific, sceso del 10% circa, dopo aver reso nota la possibilita’ che i ricavi del trimestre in corso si possano attestare ad un livello inferiore rispetto a quello stimato dagli analisti a causa della contrazione di alcuni business.

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Sul valutario, euro stabile nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di $1.2785.