Wall Street in rosso mentre petrolio sale sopra $48

17 Maggio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Chiusura all’insegna delle vendite per Wall Street, che amplia i cali dopo la prova che le pressioni inflative stanno aumentando negli Stati Uniti. Cio’ potrebbe convincere la Federal Reserve che si sta avvicinando un altro rialzo dei tassi dopo quello dello scorso dicembre.  Proprio oggi hanno parlato i presidenti della Fed di Atlanta, Dennis Lockhart, e di San Francisco, John Williams, aprendo a un possibile rialzo nel corso della riunione del 14 e 15 giugno, anche se tutto dipende dai dati. Tuttavia, ha detto Lockhart, quello di giugno “potrebbe essere un meeting in cui saranno prese delle decisioni”. Un rialzo troppo repentino dei tassi e’ visto in modo negativo da Wall Street perche’ potrebbe far crescere il costo dei prestiti per le aziende americane, e cosi’ diminuire gli investimenti e la crescita.

Nel finale, il Dow Jones segna un calo dell’1,02% a 17.529 punti , lo S&P 500 perde lo 0,94% a 2.047 punti mentre il Nasdaq flette dell’1,25% a 4.715 punti.

Tornando all’inflazione, l’effetto frenante del crollo del petrolio iniziato nel giugno 2014 sembra infatti perdere forza come dimostrato dall’indice dei prezzi al consumo (Cpi), ad aprile cresciuto al passo piu’ rapido dal febbraio 2013 (+0,4%) e oltre le stime (+0,3%).

Il dato “core”, quello depurato dalle componenti volatili di beni alimentari e prodotti energetici, e’ salito dello 0,2% (tanto quanto previsto) ma su base annuale e’ balzato del 2,1%, restando sopra il +2% stabilito dalla Fed come target di crescita annuale dell’inflazione.

Va detto che l’istituto centrale preferisce un’altra misura del dato rispetto al Cpi ossia il Pce (personal consumption expenditures price index), che a marzo e’ salito su base annuale dello 0,8% con la parte core salita dell’1,6%. Il target dunque non e’ centrato da circa quattro anni.

Il fronte immobiliare offre spunti di ripresa: l’avvio di nuovi cantieri e’ balzato del 6,6% il mese scorso dopo il ribasso dell’8,8% di marzo, oltre le attese. I permessi per le costruzioni sonoaumentati del 3,6%, meno del previsto.

Sul fronte delle materie prime, un’altra seduta in rialzo per il petrolio. Il contratto a giugno al Nymex ha aggiunto 59 centesimi, l’1,2%, a 48,31 dollari al barile. Si tratta di un livello che non si vedeva dallo scorso ottobre. All’indomani della revisione al rialzo delle stime sul Wti per il 2016 da parte di Goldman Sachs, il greggio continua a restare sostenuto dalle interruzioni alla produzione in Nigeria (a causa di violenze) e in Canada (a causa di un incendio esploso il primo maggio scorso e che in queste ore ha provocato nuove evacuazioni nelle aeree ricche di sabbie bituminose da cui viene estratto l’oro nero.

Il mercato obbligazionario è lievemente debole: il benchmark
decennale cede 2/32 e rende l’1,7620%.

Tra le storie societarie, Home Depot, la catena di negozi di bricolage, ha chiuso il trimestre con vendite a parità di perimetro e utile migliori delle attese. La società ha inoltre migliorato le stime di vendite e utile per l’anno in corso.

Il dipartimento della Giustizia ha aperto un’indagine su Lending Club, una piattaforma di credito online che la scorsa settimana ha visto l’uscita dell’amministratore delegato Renaud Laplanche dopo che un’indagine interna ha rivelato che la società ha falsificato la documentazione relativa alla vendita di un pacchetto di prestiti.

L’investitore attivista Carl Icahn ha aumentato la sua quota in AIG del 5,2% portandola a circa il 4% e mettendosi così in una posizione migliore per spingere il gruppo a dividersi in tre società indipendenti.