Wall Street al palo come l’Europa

10 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo poco piu’ di due ore di scambi Wall Street si mantiene sopra la parita’. Gli operatori non sembravo volere approfittare della serie di dati macro sopra le stime.

La fiducia dei consumatori a dicembre (dato preliminare) misurata dall’Universita’ del Michigan si e’ portata ai massimi di giugno ma resta sotto i livelli pre-crisi.

La bilancia commerciale a ottobre e’ risultata migliore delle stime grazie a esportazioni al top da due anni. Sopra le attese anche i prezzi all’import, ai massimi del novembre 2009.

Quanto alle prospettive per l’azionario, secondo Stephen Popo, managing partner a Spotlight Ideas, c’e’ da attendersi un rialzo dell’azionario perche’ investitori e gestori non possono ottenere i ritorni che volgiono dal rendimento dei bond. “L’unico posto in cui andare e’ l’azionario.

In una nota odierna gli analisti di JP Morgan hanno detto di aspettarsi un rialzo di almeno il 15% per l’S&P 500 nel corso del 2011. Entro la fine dell’anno in arrivo il target dell’ufficio studi e’ a quota 1425. “La storia suggerisce un incremento anche piu’ forte di un +20%”, ha scritto l’analista Thomas Lee basandosi sulla combinazione tra il terzo anno di espansione e il terzo anno del mandato presidenziale, durante i quali in genere c’e’ stato un ritorno del 20.6%.

Nuovi titoli entrano a fare parte dell’S&P 500. Si tratta di F5 Networks (FFIV), Netflix (NFLX) e Newfield Exploration (NFX), che lasciano cosi’ l’S&P MidCap 400 rimpiazzando The New York Times (NYT), Office Depot (ODP) e Eastman Kodak (EK). Anche Cablevision Systems Corp. entra a fare parte dell’indice benchmark di Wall Street sostituendo King Pharmaceuticals (KG), che sta per essere acquisita da Pfizer.

Dal fronte societario, rally per Tenet Healthcare (THC) dopo aver rifiutato l’offerta di acquisto da parte di Community Health Systems (CYH), che aveva messo sul piatto $6 per azione in contanti e titoli. Si tratta di un premio del 40% rispetto alla chiusura di ieri.

I listini d’Europa nel frattempo hanno chiuso i battenti praticamente invariati. Si distingue il +0.6% di Francoforte e, in negativo, il -0.7% circa di Madrid. A livello settoriale si e’ messo in evidenza il settore auto con Volkswagen, grazie a un +12.7% delle immatricolazioni a 6.59 milioni nei primi 11 mesi dell’anno. Bene anche Bmw e Daimler.

Sullo sfondo restano le tensioni legate al debito sovrano irlandese. Il parlamento di Dublino la settimana prossima dovra’ dare l’ok definitivo al piano di aiuti da $85 miliardi targato Fmi e Ue ma gia’ ieri circolavano voci secondo cui il partito all’opposizione vorrebbe opporsi (fattore che aveva causato uno scivolone dell’euro). Proprio in attesa di capire se ci sara’ o meno l’approvazione definitiva, l’Fmi ha sospeso la riunione interna prevista per oggi nella quale doveva essere messo al voto il prestito a Dublino.

Intanto il ministro alle finanze ha spiegato di volere includere nel piano di austerita’ una tassa sui bonus nel settore bancario del 90%.

Si e’ allargato il differenziale del rendimento dei titoli di stato dei paesi periferici rispetto al Bund tedesco. Soprattutto in Portagallo, Spagna e Grecia. Non si placa nel frattempo il dibattito sulla bonta’ o meno della proposta del ministro all’economia Tremonti di un’emissione di un E-bond da parte di un’agenzia del debito europea che dovrebbe essere creata ad hoc. Al no di Germania e Francia, si aggiunge anche quello del governatore di Bankitalia Mario Draghi.

Dal fronte macro italiano e’ arrivato il dato sul Pil del terzo trimestre, che ha registrato una crescita dello 0.3% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1.1% su base annua.

Si guarda anche alla Cina, che ha annunciato il rialzo di 50 punti base del coefficiente delle riserve obbligatorie per le banche, una mossa che sara’ effettiva dal 20 di dicembre. Si tratta del terzo aumento in cinque settimane e il sesto consecutivo quest’anno. A Pechino a tenere banco e’ il tema inflazione: il rapporto di domani dovremme annunciare per novembre un dato al 5.1%, massimo dal luglio 2008. Ecco perche’ continuano a circolare rumors su un imminente rialzo dei tassi da parte della banca centrale.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, ifutures sul petrolio con consegna gennaio sono in calo dello 0.88%, a quota $87.59 il barile. Il derivato con scadenza febbraio dell’oro segna -0.79% a $1381.80 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro cede lo 0.09% a quota $1.3227. Quanto ai Treasury, ancora in flessione i prezzi, con il rendimento del decennale che si attesta a quota 3.2580% (+0.0350).