WALL STREET AI MINIMI MENSILI, ALLARME ECONOMIA

22 Giugno 2009, di Redazione Wall Street Italia

Le rievisioni al ribasso del Pil globale da parte della Banca Mondiale sono state sufficienti ad innescare un’ondata di vendite su tutti i mercati azionari, capace di spingere i listini americani ai minimi mensili. Il Dow Jones ha ceduto il 2.35% a 8339, l’S&P500 il 3.06% a 893, il Nasdaq e’ arretrato del 3.35% a 1776.

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Le previsioni dell’istituto, secondo cui l’economia registrera’ una contrazione del 2.9% nel 2009, rispetto alla stima precedente che era pari ad un calo dell’1.7%, ha deteriorato le speranze di una ripresa rapida dell’economia globale. Cio’ ha finito per pesare in particolare sui prezzi di petrolio, metalli e altre materie prime.

Per Peter Cardillo, chief market economist di Avalon Partners, “gli investitori vogliono vedere stabilita’ nei prezzi delle commodities, no balzi ne’ tonfi. Un incremento considerevole dei prezzi danneggia i consumatori, un calo sproporzionato rappresenta invece un segnale di debolezza della domanda globale”. “E’ necessario un bilanciamento” ha concluso l’esperto.

Inevitabile dunque il forte calo che ha interessato greggio ed oro. I futures con consegna luglio sul petrolio sono arretrati di $2.62 a $66.93 al barile, mentre quelli con consegna agosto sul metallo prezioso hanno ceduto $15.20 a $921.00 l’oncia. Deboli le performance dei titoli delle societa’ attive nei comparti di riferimento. I colossi petroliferi Chevron ed Exxon Mobil hanno ceduto il 3% circa, Freeport McMoran ha lasciato sul terreno quasi il 10%, Alcoa, societa’ dell’acciaio ed altro componente del Dow Jones, e’ arretrato di oltre il 7%.

Tra i finanziari, scivolone di Bank of America, che ha risentito delle dimissioni di due membri del board; dall’inizio di aprile ben 7 dirigenti hanno abbandonato l’azienda. Nel settore retail, male Walgreen a causa della cattiva trimestrale che ha mostrato utili inferiori alle attese nell’ultimo periodo fiscale. Tra i titoli hi-tech, Sell sul colosso informatico Apple. L’azienda di Cupertino ha registrato una solida domanda per i nuovi iPhone nell’ultimo weekend (un milioni di pezzi venduti in tre giorni), ma il titolo non e’ riuscito ad avanzare.

Nella giornata odierna non sono stati rilasciati dati macro di rilievo. In settimana ad essere sotto i riflettori sara’ la Federal Reserve, che martedi’ dara’ il via alla riunione di politica monetaria di due giorni. La Banca Centrale americana dovrebbe mantenere lo status quo sui tassi guida, fermo vicino allo zero, ma gli investitori sono interessati a qualsiasi mossa straordinaria che potrebbe riguardare l’acquisto di altri Treasuries.

Sugli altri mercati, sul valutario euro in ribasso nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ il cambio tra le due valute e’ di $1.3860. In progresso i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.6930% dal 3.7890%.