WALL ST. TIENE, NON PREOCCUPA L’OUTLOOK ECONOMICO

31 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Seduta contrastata per gli indici azionari che grazie agli ultimi accordi societari hanno superato con successo un preoccupante aggiornamento, peraltro scontato, sulla crescita economica. Il Dow Jones ha chiuso con una perdita di appena lo 0.04% a 13627, l’S&P500 e’ salito dello 0.03% a 1530, il Nasdaq ha guadagnato lo 0.46% a 2604.

L’indice industriale, sempre vicino ai livelli record cosi’ come l’S&P500, ha toccato un massimo intraday di 13638 per poi perdere smalto nel finale pressato da alcune prese di beneficio. A permettere al listino di contenre le perdite sono state le buone performance di United Tech ([[UTX]]), Wal-Mat ([[WMT]]) e Du Pont ([[DD]]).

Gli operatori sono divisi sull’attuale condizione dell’azionario. Per molti, i prossimi giorni saranno caratterizzati da una fase di contrazione o consolidamento a causa della nitida condizione di ipercomprato; per altri, l’elevata liquidita’ presente sul mercato e la continuazione del trend relativo alle operazioni di fusioni ed acquisizioni societarie, potranno fungere ancora da supporto agli indici.

Il mese di maggio ha rappresentato un periodo strepitoso in riferimento agli accordi di M&A. Ben 47 operazioni del valore superiore al miliardo di dollari si sono materializzate nell’ultimo mese, un record senza precedenti.

Ad occupare la scena in giornata e’ stato il comparto finanziario. La banca d’affari Wachovia ([[WB]]) ha rilevato il gruppo di brokeraggio AG Edwards ([[AGE]]) sborsando $6.8 miliardi: l’operazione ha dato origine ad un colosso da $1.1 trilioni in asset, secondo solo a Merrill Lynch. Accordo raggiunto anche tra Morgan Stanley e l’australiana Investa Property Group: $3.9 miliardi il valore dell’operazione.

I dati diffusi in mattinata hanno sostanzialmente rispettato le attese degli economisti . Come ampiamente atteso il dato sul PIL del primo trimestre e’ stato rivisto al ribasso da +1.3% a +0.6%, leggermente al di sotto delle attese degli analisti (+0.8%), mentre l’aggiornamento sul deflatore, importante indicatore della dinamica inflazionistica, ha rispettato le stime (+4%). Lievemente migliori del consensus i numeri giunti dal comparto del lavoro, con le nuove richieste di sussidio da parte dei disoccupati in calo di 4 mila unita’ a 310 mila.

Sorprendente il rimbalzo del Chicago PMI di maggio mentre come previsto la spesa per le costruzioni di aprile e’ salita di un modesto +0.1%.

Sulla scena delle trimestrali, Tiffany’s ([[TIF]]), Ciena ([[CIEN]]) e Big Lots ([[BIG]]) hanno battuto le attese degli analisti, Costco ([[COST]]) ha riportato un bilancio in linea con le previsioni del mercato. Inferiori alle attese i numeri diffusi dall’azienda retail Sears Holdings ([[SHLD]]).

Per cio’ che concerne l’andamento dei singoli titoli, in rialzo dell’1% il colosso media online Yahoo! ([[YHOO]]) in seguito alla notizia relativa alle dimissioni del Chief Technology Officer, Farzad Nazem, probabilmente a causa dei deboli risultati mostrati dal nuovo sistema di ricerca “Panama”, su cui l’azienda ha investito ingenti capitali.

Forte rialzo e nuovo top storico per Apple ([[AAPL]]) che ha beneficiato del lancio del nuovo software in grado di visualizzare i video del popolare sito Youtube sulla Apple TV. In controtendenza Motorola ([[MOT]]): il colosso della telefonia mobile sara’ costretto a ridurre la forza lavoro (4000 posti) in risposta al debole trend sulle vendite di cellulari.

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Sugli altri mercati, nel comparto energetico il petrolio ha continuato a spingersi al rialzo dopo che i dati sulle scorte hanno evidenziato il primo calo nelle ultime sei settimane. I futures con consegna luglio sono avanzati di 52 centesimi a $64.01 al barile. Negativa la performance mensile: -4.8%.

Sul valutario euro in recupero nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.3455. In ripresa l’oro. I futures con scadenza agosto sono avanzati di $7.40 a $666.70 all’oncia. In calo, infine, i titoli di Stato Usa. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.89% dal 4.878%.

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