WALL ST. TENTA IL RECUPERO, ANCORA ALERT VOLATILITA’

10 Luglio 2008, di Redazione Wall Street Italia

Svanito l’ottimismo del preborsa a Wall Street, i listini hanno aperto alle contrattazioni in leggero rialzo (controlla la performance in tempo reale). Dopo le forti perdite riportate nella giornata di ieri, a causa dell’evidente debolezza dei comparti finanziario e tecnologico, i listini sono alla ricerca di un rimbalzo, ma l’impressione e’ che anche oggi la seduta sara’ caratterizzata da un’elevata volatilita’.

Segnali contrastati sono emersi dagli ultimi numeri sulle vendite comparate, mentre continua ad apparire debole il comparto finanziario. Relativo supporto dalle operazioni di mergers & acquisitions, positivo il contributo del dato macro rivelatosi migliore delle attese.

Stando alle stime degli analisti, le aziende americane specializzate nella vendita al dettaglio potrebbero riportare un incremento medio delle vendite nel mese di giugno pari a +2.4%, in buon rialzo rispetto al +1.6% registrato nei primi 5 mesi dell’anno. Lo scorso anno il progresso era stato del 2.7%, meglio nel 2006 con una variazione positiva del 3.7%. A spingere i risultati nell’ultimo mese, nonostante l’impennata del greggio, sarebbe stato il piano di stimolo fiscale promosso dal governo Usa. I due colossi Wal-Mart (WMT) e Target (TGT) hanno diffuso risultati migliori del consensus; il primo ha anche rivisto al rialzo l’outlook sui risultati del secondo trimestre fiscale. Male pero’ le aziende Nordstrom (JWN), Abercrombie & Fitch (ANF), Limited Brands (LTD), e American Eagle Outfitters (AEO) che hanno tutte riportato un calo delle vendite.

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Alcune pressioni emergono dal comparto finanziario, con pesanti perdite a carico delle due societa’ semigovernative di mutui ipotecari Fannie Mae (FNM) e Freddie Mac (FRE). Da un articolo apparso sul Wall Street Journal si apprende infatti che l’amministrazione Bush avrebbe preso in considerazione l’ipotesi del fallimento dei due gruppi. I titoli segnano un calo del 20% circa nei primi minuti di scambi. In rosso anche la banca d’affari Bank of America (BAC): il CEO del gruppo ha annunciato che non sara’ necessario un incremento di capitale ma la rivale Morgan Stanley ne ha tagliato comunque il rating da “Equal-Weight” a “Underweight”.

Alcune note positive sono emerse dal fronte delle acquisizioni e fusioni societarie, solitamente un segnale incoraggiante per le borse. Il colosso chimico Dow Chemical (DOW) ha avanzato un’offerta di acquisto su Rohm and Haas (ROH) del valore di $15 miliardi: il titolo della societa’ di Philadelphia e’ schizzato del 69%.

L’unico dato in calendario ha mostrato un buon recupero del comparto del lavoro, con le richieste di sussidio da parte dei disoccupati scese di 58 mila unita’ nell’ultima settimana, a livelli nettamente migliori delle attese. Grande attenzione sara’ riposta ora sugli interventi del capo della Fed Bernanke e del segretario al Tesoro Usa Paulson sulla struttura di regolamentazione dei mercati finanziari.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico e’ tornato a guadagnare terreno il petrolio. I futures con scadenza agosto segnano un progresso di 70 centesimi a a $136.75 al barile. Non sembra abbia avuto un evidente effetto sulle contrattazioni la seconda giornata di test missilistici condotti dall’Iran. Sul valutario, l’euro e’ in calo rispetto al dollaro a quota 1.5710. Avanza l’oro a $930.60 (+$2.00) l’oncia. In rialzo i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.84%.

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