WALL ST: SI SGONFIA IL RALLY, NASDAQ IN ROSSO

14 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver aperto agli scambi in forte rialzo, i listini americani hanno ritracciato dai migliori livelli intraday, il Nasdaq e’ passato in rosso, con una perdita impresisnante di 4 punti percentuali in pochi minuti (da +3.5% a -050%) appesantito dal calo del colosso Internet Google
(controlla la performance in tempo reale). Le ultime mosse dei governi mondiali a sostegno del settore finanziario e l’investimento del governo americano nelle banche statunitensi sembrano hanno riportato solo temporaneamente la fiducia tra gli investitori. Gli analisti avvertono che per gli investitori si apre un dilemma a questo punto: continuare a comprare nel rally oppure uscire dall’azionario, intascando i profitti delle ultime ore.

Il Segretario al Tesoro Paulson, con il presidente della Fed Ben Bernanke, e la presidente della Fdic, hanno spiegato al ministero del Tesoro Usa alcuni dei dettagli del piano di salvataggio da $700 miliardi varato nelle scorse settimane. Un punto del piano prevede l’investimento diretto del governo americano per un valore complessivo di $250 miliardi in 9 dei maggiori gruppi bancari statunitensi (Goldman Sachs, Citigroup, JP Morgan Chase, Morgan Stanley, Wells Fargo, Bank of America, Bank of New York Mellon e State Street Corp.) i cui titoli sono tutti schizzati al rialzo.

In mattinata e’ intervenuto in diretta televisiva anche il presidente George W. Bush (e’ la dodicesima volta in 2 settimane) per rassicurare gli americani sulle condizioni del sistema finanziario a stelle e strisce, dicendosi fiducioso sulla possibilita’ di “riportare l’economia sulla strada della prosperita’”.

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Notizie poco incoraggianti sono giunte pero’ dal comparto societario. Il gigante delle bibite PepsiCo ha riportato un calo dei profitti nell’ultimo trimestre ed annunciato un taglio di 3300 posti di lavoro. Nel settore dell’auto, Daimler ha anticipato una riduzione della forza lavoro nella divisione autocarri (circa 3500 posti), mentre Johnson Controls (ricambi) ha lanciato un profit warning per il prossimo anno fiscale.

In giornata non sono attesi aggiornamenti macroeconomici di rilievo. Dopo la chiusura gli occhi saranno puntati sul colosso dei semiconduttori Intel, impegnato nella pubblicazione dei numeri trimestrali. Intel, considerato un po’ la cartina di tornasole dell’intero comparto tecnologico, dovrebbe riportare un EPS di 34 centesimi, in rialzo rispetto allo scorso anno ($0.31).

Sugli altri mercati, rimbalzo del petrolio: i futures con consegna novembre sono in progresso di $2.43 a $83.62 al barile. Sul valutario, l’euro e’ in rialzo nei confronti del dollaro a quota 1.3742. In recupero l’oro a $845.20 l’oncia (+$2.70). Arretrano infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.015%.

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