WALL ST. SI AVVITA AL RIBASSO, DOW JONES -2%

6 Giugno 2008, di Redazione Wall Street Italia

Continuano a prevalere con forza le vendite sui mercati americani (controlla la performance in tempo reale). Due i motivi dietro al sell-off del comparto azionario: il balzo del tasso di disoccupazione e l’impennata del petrolio, vicino ai massimi assoluti. Il Dow Jones e’ arrivato a segnare una perdita di 280 durante gli scambi.

Il calo dei listini ha offerto un buon motivo agli investitori di cercare riparo su altre forme di investimento: l’oro, bene rifugio per eccellenza, e’ in rally con il resto delle commodities; in buon rialzo anche i bond (il rendimento sul decennale e’ sceso al 3.9460%).

Ad innescare le vendite gia’ nel preborsa e’ stato il rilascio del rapporto occupazionale che ha evidenziato un calo inferiore alle attese del numero di occupati nel mese di maggio, ma anche un balzo del tasso di disoccupazione al 5.5% contro il 5.1% atteso. Prima del rilascio del dato si respirava una certa fiducia tra gli operatori, rianimati dai dati incoraggianti emersi negli ultimi due giorni sulle richieste di sussidio e sull’ADP Employment Report.

Il fatto ha confermato la difficile situazione dell’economia a stelle e strisce, ancora indebolita dalla crisi del credito e pressata dal caro-greggio. Il petrolio ha continuato a spingersi al rialzo dopo la prova positiva di ieri, riportandosi sui record storici, al momento sopra la soglia dei $134 al barile. La banca d’affari Morgan Stanley ha diffuso un rapporto in cui si legge che il prezzo dell’oro nero si spingera’ fino a $150 entro il prossimo 4 luglio, festa dell’indipendenza Usa. I futures con consegna luglio segnano un progresso di $6.29 a $134.08. Il fatto non puo’ che intensificare le preoccupazioni sull’impatto che gli elevati costi energetici avranno sulla spesa delle famiglie americane.

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“La debolezza del dollaro sta spingendo al rialzo il prezzo del greggio. Questo perche’ il barile e’ quotato in dollari e i produttori non intendono essere penalizzati dal cambio” ha affermato Ethan Harris, capo economista della divisione Usa di Lehman Brothers.

Sul fronte societario, riflettori ancora puntati sul comparto finanziario e su Lehman Brothers (LEH) in particolare. Alcuni rumors riportano che la banca d’affari possa riportare la trimestrale con una settimana d’anticipo rispetto al previsto per calmierare i timori sullo stato della societa’.

La banca italiana UniCredit ha affermato che ci vorra’ ancoa del tempo per assistere ad una stabilizzazione dell’industria finanziaria, la tedesca LandesBank ha citato inflazione, fragilita’ del mercato del credito e sentiment negativo come cause di un’ulteriore volatilita’ dei mercati. In settimana sia il presidente della Fed, Bernanke, che il capo della BCE, Trichet, hanno espresso preoccupazioni sull’attuale livello dei prezzi.

A livello settoriale le migliori performance sono segnate dai comparti: Gold +2.2%, Coal & Consumable Fuels +2.1%, Oil & Gas Exploration +0.9%, Oil & Gas Storage & Trading +0.7%, e Diversified Metals & Mining +0.3%. Tra i piu’ forti ribassi: Homebuilding -6.3%, Oil & Gas Refining & Marketing -5.7%, Casino & Gaming -5.4%, Tires & Rubber -5.0%, e Autoparts & Equipment -4.8%.

Alle 12.20 EDT il volume di scambio e’ di 490 milioni di pezzi al NYSE e 832 milioni al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 574 a 2403 al Nyse e 587 a 2131 al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 27 a 39 al NYSE e 12 a 48 al Nasdaq.

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