WALL ST: SEDUTA DI VENDITE, PREOCCUPA L’INFLAZIONE

4 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver trattato in rialzo per quasi l’intera seduta, gli indici americani hanno accelerato al ribasso nell’ultima ora di scambi, appesantiti dalle dichiarazioni di alcuni esponenti della Federal Reserve sull’inflazione e sui tassi d’interesse. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.90% a 10.441, l’S&P500 l’1% a 1.214, il Nasdaq e’ arretrato dello 0.75% a 2.139.

Robert Fisher, Governatore della Federal Reserve di Dallas, ha affermato che con l’inflazione vicina al top della zona di tolleranza, la Banca Centrale Usa sara’ costretta a continuare ad alzare i tassi d’interesse. Sebbene ci sono alcuni segnali di rallentamento nell’economia americana a causa dei recenti uragani, ha aggiunto, l’impennata dei prezzi energetici e la massiccia spesa governativa per la ricostruzione probabilmente aggiungeranno ulteriori pressioni all’inflazione.

Immediata la reazione dei mercati che hanno invertito al ribasso cedendo i guadagni registrati nell’arco della giornata. A diffondere il buonumore tra gli operatori erano state gia’ in mattinata le buone notizie giunte dal comparto energetico, con il petrolio sotto pressione per la terza seduta consecutiva. I futures con scadenza novembre hanno ceduto il 2.4% ($1.57) a quota $63.90 al barile, minimo di due settimane. Cresce ora l’attesa per la comunicazione del dato sulle scorte, previsto per le 16:30 ora italiana.

Segnali incoraggianti sono anche arrivati dal fronte macro. Nel mese di agosto, gli ordini alle fabbriche negli Stati Uniti hanno registrato una crescita del 2.5%, battendo le stime degli economisti che erano per un rialzo piu’ contenuto (+2%). Ricordiamo che nel mese precedente, l’indicatore aveva registrato una flessione dell’1.9%.

Passando alla cronaca societaria, alcuni allarmi arrivano dal fronte degli utili. La societa’ produttrice di stampanti per computer, Lexar International, ha tagliato le previsioni sui risultati finanziari del terzo trimestre a causa di un rallentamento dei ricavi superiore a quello previsto. Il titolo ha ceduto quasi il 30%.

In calo (-4%) anche le azioni del colosso della fotografia Eastman Kodak, in seguito al downgrade rivevuto dalla banca d’affari JP Morgan. La stessa banca ha anche promosso XTO Energy da Neutral a Overweight.

Tra le altre notizie, risalta il nuovo accordo tra Google e la societa’ tecnologica Sun Microsystem relativo alla produzioni di nuovi software simili a quelli attualmente commercializzati da Microsoft (Outlook e Office in particolare). Il Wall Street Journal, inoltre, ha riportato che la societa’ di Bill Gates ha rotto gli accordi con le quattro maggiori case discografiche. Il fatto ha alzato dei dubbi sulla possibile entrata del gruppo nel settore della musica a pagamento. Negativa la performance giornaliera di MSFT che ha ceduto circa il 2%.

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Oltre a Microsoft, gli altri titoli del Dow Jones che hanno registrato i piu’ marcati ribassi sono Alcoa, General Motors, McDonald’s e Exxon Mobil. Si sono distinti in positivo, invece, Walt Disney (oggi la migliore fra le blue chip), Johnson & Johnson e Boeing.

Sugli altri mercati, l’euro ha recuperato leggermente sul dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ $1.1921. Invariato l’oro. Il future con scadenza dicembre si e’ attestato a quota $469.30 all’oncia. In leggero rialzo, infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.37% dal 4.39% di lunedi’.