WALL ST: INFLAZIONE E HIGHTECH SCHIACCIANO FUTURES

16 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

A circa mezz’ora dall’apertura delle contrattazioni a New York, i futures continuano a precipitare dopo le cattive notizie arrivate dal fronte inflazione.

Il dato sui prezzi alla produzione ha mostrato un’aumento dell’inflazione superiore alle aspettative, che ha colto di sorpresa il mercato.

Cattive notizie anche dal settore tecnologico ed in particolare da quello delle infrastrutture per le telecomunicazioni. I contratti sugli indici rimagono schiacciati in negativo, anche dal ‘profit warning’ lanciato giovedi’ in serata da Nortel, che si aggiunge alle preoccupazione sul settore dei PC, dopo i risultati trimestrali di Dell e Hewlett-Packard.

A pesare sui ribassi contribuisce anche la scadenza tecnica, in coincidenza con la giornta odierna, di futures, opzioni e opzioni sui futures, il cosidetto ‘triple-witching’.

Alle 15:00 (le 09:00 ora di New York) il contratto futures sull’indice S&P 500 e’ in ribasso di 18,30 punti (-1,37%).

Il contratto sull’indice Nasdaq e’ in ribasso di 65 punti (-2,76%).

Il contratto sull’indice Dow Jones è in ribasso di 100 punti (-0,91%).

Sul mercato obbligazionario, l’ultima emissione del titolo del Tesoro USA a 10 anni fa registrare prezzi in rialzo a $982,5 e rendimenti a 5,23%.

Sul fronte macroeconomcio, l’indice dei prezzi alla produzione, cresciuto in gennaio dell’1,1% (la variazione piu’alta degli ultimi 10 anni) ha colto di sorpresa il mercato, che aveva previsto una crescita dello 0,3%.

Molto probabilmente l’impennata dei prezzi e’ da addebitare ai forti aumenti di prezzi registrati nel comparto energia e auto.

Il ‘core rate’, ovvero l’indice depurato dalle componenti piu’ volatili, quali il settore alimentare e quello dell’energia, e’ salito dello 0,7%.

L’indice dei prezzi alla produzione non e’ l’unico dato in calendario quest’oggi.

Alle 15.15 (le 9.15 ora di New York) saranno diffusi i dati sulla produzione industriale in gennaio, mentre alle 16.00 (le 10.00 ora di New York) sara’ la volta del cosiddetto ‘Michigan Sentiment’, l’indicatore della fiducia dei consumatori stilato dall’Universita’ del Michigan.