WALL ST: INDICI AMERICANI AI NUOVI MINIMI DEL 2005

14 Aprile 2005, di Redazione Wall Street Italia

Ancora vendite massicce sui mercati americani, che accelerano sulla via dei ribassi dopo lo scivolone di mercoledi’. A scatenare le vendite sono in primo luogo le preoccupazioni su un possibile rallentamento dell’economia. Con il calo di oggi gli indici Usa sono scesi ai nuovi dall’inizio dell’anno. Il Dow Jones ha ceduto l’1.20% a 10278, l’S&P500 l’1% a 1162 e il Nasdaq ha perso l’1.40% a 1946.

Il focus degli operatori a Wall Street in questo momento e’ l’economia: crescono infatti i dubbi che la ripresa statunitense non sia cosi’ solida come si e’ finora ritenuto. I dati pubblicati di recente e l’andamento non esaltante degli utili societari segnalano la concreta possibilita’ di un rallentamento. Non a caso tra i settori oggi (e ieri) piu’ penalizzati figurano quelli ciclici, maggiormente sensibili alle fluttazioni dell’economia reale.

Per quanto riguarda gli utili, e’ singolare il fatto i mercati reagiscano in modo pesante ai warning e restino restano indifferenti alle notizie positive: da segnalare, a questo proposito, il tonfo di Apple nonostante la buona trimestrale.

Ad ostacolare ulteriormente i tentativi di ripresa degli indici oggi ha contribuito anche il petrolio, tonato a salire dopo essere stato sotto pressione nelle ultime due settimane. Dopo aver sforato la soglia dei $50 al barile, ed aver segnato un minimo intraday di $49.75, il prezzo del greggio ha invertito direzione. Il contratto future con scadenza maggio ha terminato la sessione in rialzo di 91 centesimi (+1.8%) a $51.13 al barile. Molti analisti tecnici ritengono che il recente pullback del greggio abbia creato una situazione di ipervenduto.

Passando agli indicatori economici, praticamente ignorati i dati pubblicati in giornata. Sia i numeri sui sussidi di disoccupazione che quelli sulle scorte di magazzino si sono rivelati esattamente in linea con le attese.

In particolare, le nuove richieste di assistenza dei senza lavoro hanno registrato un lieve calo a 330.000 unita’ nella settimana conclusasi il 9 aprile; le scorte di magazzino, invece, nel mese di febbraio hanno segnato un incremento dello 0.5%.

per quanto riguarda la cronaca societaria, nonostante i risultati migliori delle attese comunicati dal colosso informatico Apple Computer, il titolo ha riportato un pesante calo. La crescita del gruppo, spinta dai trend favorevoli delle vendite di iPod, computer Macintosh e Mac mini, e’ stata offuscata dall’andamento non brillante del fatturato. Gli investitori tempno che la crescita stellare del gruppo, alla luce anche delle preoccupazioni sull’economia, non sia sostenibile.

Notizie negative anche per la societa’ di chip Advanced Micro Devices, che ha deluso le attese degli analisti. Nonostante i giudizi positivi di diverse banche d’affari e una serie di upgrade, il titolo ha terminato la sessione con un pesante calo.

La situazione si fa ancora piu’ complicata per General Motors, di recente colpito da un’ondata di vendite. Oltre che l’outlook negativo su fatturto e utili, sul colosso automobilistico pesano questioni di regolamentazione, l’aumento dei costi, i giudizi negativi degli analisti e possibilita’ di un taglio del dividendo annuale. Il titolo e’ ai minimi di 12 anni.

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Rimanendo sulle societa’ del Dow Jones, si sono distinte in negativo anche Caterpillar, Alcoa, Home Depot e Du Pont. Bene invece le farmaceutiche Pfizer, Merck, Johnson & Johnson.

Sugli altri mercati, l’euro e’ in ribasso nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ $1.2817. In netto calo l’oro. Il future con scadenza giugno ha chiuso in ribasso di $5.40 a $425.60 all’oncia. In leggero rialzo, infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.34% dal 4.36% di mercoledi’.