WALL ST. IN CALO DEPRESSA DAL RALLY DEL DOLLARO

17 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Partenza sottotono per i listini azionari americani, depressi dal rimbalzo del dollaro. La Borsa Usa viene da nove sedute positive nelle ultime 11.

Dopo aver toccato ieri i minimi di 52 settimane, il dollaro reagisce e oggi il Dollar Index accelera dello 0.5%. Come succede ormai da piu’ settimane, al rafforzamento del biglietto verde segue un calo dell’azionario, con gli investitori preoccupati dai profitti delle multinazionali che fanno affidamento sulla debolezza della valuta americana e dai prezzi delle materie prime e materiali di base sotto pressione.

L’indice delle commodity CRB cede lo 0.5% dopo il balzo del 2.8% messo a segno la seduta della vigilia, che coincide con la migliore prova singola in oltre un mese. Il rimbalzo del dollaro ha messo in scondo piano gli utili migliori delle attese di una serie di societa’.

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Target, Home Depot, The TJX Companies, Saks e Pacific Sunwear hanno tutte fatto meglio del previsto. TJX ha anche rivisto al rialzo l’outlook, mentre Home Depot ha detto di aspettarsi una stabilizzazione del settore immobiliare. In ambito macroeconomico, i dati diffusi sinora non hanno avuto un grande impatto sul mercato.

Sul fronte macro invece l’impatto sul mercato e’ stato sinora limitato. In ottobre la produzione industriale e’ cresciuta per il quarto mese consecutivo, ma in misura inferiore alle attese. I prezzi alla produzione sono pure cresciuti meno del previsto in ottobre.

Alle 19 italiane sara’ invece la volta dell’ennesima asta di Titoli di Stato da parte del Tesoro e della pubblicazione dell’indicatore mensile sulla fiducia nel mercato immobiliare a cura della National Association of Home Builders, con il consensus che e’ per un rialzo a quota +20 in novembre, due punti sopra la lettura di ottobre.

Nel frattempo il presidente della Fed di San Francisco, Janet Yellen, si e’ chiesta oggi da Hong Kong se le politiche monetarie non potrebbero essere utilizzate per agire contro “gli sbalzi potenzialmente pericolosi di prezzi degli asset”. “La risposta pero’ non e’ semplice”, ha proseguito, “perche’ l’uso delle misure in materia di politica monetaria per questi fini necessariamente compromette il raggiungimento di altri obiettivi macroeconomici”.

Nell’universo societario, Target ha riportato utili per azione di $0.08 superiori alle attese, ma accompagnati da un fatturato deludente, seppur in crescita dell’1.4% anno su anno. L’azienda ha preferito mantenere un approccio cauto per quanto riguarda la performance negli ultimi tre mesi dell’anno. Da parte sua la societa’ di vendite al dettaglio The TJX Companies ha annunciato conti fiscali lievemente superiori alle stime.

Home Depot ha archiviato il terzo trimestre con una flessione del 9% dei profitti, che comunque non e’ stata cosi’ accentuata come gli analisti si attendevano. La societa’ ha precisato che ci sono ancora molte pressioni al ribasso cui dover far fronte nel settore, ma allo stesso tempo ha sottolineato di aver riscontrato alcuni segnali positivi di stabilizzazione.

Intanto la concorrente Lowe’s ha annunciato una contrazione degli utili del 30%, ma ha allo stesso tempo visto un miglioramento di alcuni dei mercati dove ultimamente il business andava peggio, tra cui la California, la Florida e alcune aree del Sudovest degli Stati Uniti.

Pacific Sunwear of California ha battuto le attese, ma viene colpita dalle vendite in avvio dopo aver detto di aspettarsi un rosso trimestrale piu’ pesante del previsto nell’ultimo periodo dell’anno, a causa del calo di una ventina di punti percentuali delle vendite registrate nei negozi aperti da almeno un anno. Nel terzo trimestre la perdita e’ stata invece pari a $10.9 milioni.

Sugli altri mercati, sull’energetico cede terreno il greggio. Al momento i futures con consegna dicembre lasciano sul campo $0.60 a quota $78.30 al barile. Sul valutario avanza il dollaro, con l’euro che si indebolisce nei confronti del biglietto verde a $1.4885. Ritracciano i prezzi dell’oro: i futures con scadenza dicembre perdono $9.40 a quota $1129.80 l’oncia. In ribasso i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ salito al 3.3600% dal 3.3310% di ieri.