WALL ST: FRENATA SUL FINALE, IN RIALZO HI-TECH

di Redazione Wall Street Italia
2 Marzo 2010 22:02

Il mercato azionario statunitense ha chiuso contrastato, in prossimita’ dei livelli di ieri, riducendo i guadagni nell’ultima ora di contrattazioni. Il Dow ha lasciato sul campo un marginale 0.02% a quota 10401.52, l’S&P 500 ha guadagnato lo 0.23% a 1118.29. Fa meglio il Nasdaq, in progresso dello 0.32% a 2280.79 punti.

Molti investitori hanno preferito evitare di fare scommesse troppo rischiose in attesa della pubblicazione del Beige Book della Fed (mercoledi’) sullo stato di salute dell’economia e del rapporto mensile governativo sull’occupazione, la cui pubblicazione e’ prevista venerdi’.

Ad alimentare i rialzi di giornata sono stati una serie di annunci societari positivi – tra cui nuove operazioni di fusione e acquisizione e le cifre mensili sulle vendite delle case automobilistiche – oltre alla buona prova dei produttori di risorse e materiali di base, spinti a loro volta dal rally delle commodity.

In assenza di dati macro di rilievo a focalizzare l’attenzione sono state le cifre sulle vendite di auto. Se quelle di General Motors e Ford Motor sono cresciute, Chrysler, controllata statunitense del gruppo Fiat, si e’ limitata a replicare il risultato del mese precedente.

I risultati hanno permesso a Ford, l’unica casa automobilistica di Detroit a non aver dovuto fare ricorso alla protezione da creditori, di sorpassare GM per la prima volta in 12 anni, forte di un balzo del 43%. GM ha invece annunciato un incremento dell’11,5%, grazie soprattutto al raddoppio delle vendite agli operatori di flotte aziendali e alla domanda di modelli crossover, come il nuovo Chevy Equinox.

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A minacciare la perfomance positiva di giornata ci ha pensato il presidente della Fed di Kansas City, nonche’ membro votante della Banca Centrale, che ha ricordato come una politica monetaria troppo accomodante non potra’ durare all’infinito.

“Sappiamo bene che i tassi a zero non sono sostenibili e lo sa anche Wall Street”, ha riferito. Dichiarazioni che arrivano alla vigilia della pubblicazione del Beige Book, che traccia un quadro della situazione economica a stelle e strisce con un occhio particolare a consumi e mercato del lavoro.

Non sono mancate nemmeno oggi le notizie dal fronte M&A. Il gruppo chimico Terra Industries ha chiuso in rialzo dopo esser entrato nel mirino della rivale CF Industries, che ha lanciato un’offerta d’acquisto mettendo sul tavolo $47.70 per azione.

Sul fronte societario, tra le blue chip American Express accelera di oltre lo 0.5% dopo che l’amministratore delegato Kenneth Chenault ha riferito che la qualita’ creditizia delle attivita’ di prestito sulle carte di credito sta migliorando.

A rilasciare i conti trimestrali, tra gli altri, e’ stato il gruppo di ricambi auto AutoZone, con utili in crescita e superiori alle attese degli analisti. Il rivenditore di prodotti per l’ufficio Staples, al contrario, ha deluso e i titoli ne hanno risentito. Sinora piu’ il 75% delle 460 societa’ dell’S&P 500 che hanno rilasciato i conti fiscali relativi all’ultimo trimestre del 2009 ha superato le stime del mercato.

All’interno della sfera tecnologica, si mette in evidenza Qualcomm. La produttrice di chip ha aumentato l’ammontare del riacquisto di azioni proprie. Gli azionisti del gruppo, inoltre, potrebbero brindare a una cedola piu’ ricca del 12%.

Sullo sfondo resta sempre la crisi del debito greco. Il primo ministro Papandreou potrebbe annunciare mercoledi’ nuovi provvedimenti volti a risanare lo stato di salute di Atene. Sarebbe pronto un piano da $6.5 miliardi per ridurre il deficit di bilancio, ma i dettagli ancora non sono emersi. E’ attesa per domani la comunicazione ufficiale e a seguire dovrebbe arrivare quella di una nuova asta del tesoro.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico dopo aver toccato i massimi intraday dal 12 gennaio di $80.63 (+2.5%), i futures con consegna aprile hanno chiuso in progresso di $0.98 attestandosi a quota $79.68 al barile (+1.2%). Sul valutario la moneta unica si attesta a quota $1.3615 (+0.3%). L’oro guadagna $19.10 a quota $1137.40 l’oncia (+1.7%), ritoccando i massimi di sei settimane. In calo i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che si attesta al 3.6140% (+8 punti base).