WALL ST: DOW TOCCA I 9.000 MA FA MARCIA INDIETRO

2 Giugno 2003, di Redazione Wall Street Italia

Seduta volatile a Wall Street. Gli indici chiudono a forbice, con il Dow in
rialzo dello 0,54%, e il Nasdaq in calo dello 0,32%. Se al fotofinish questa e’
la situazione, in realta’ il mercato si e’ ribaltato proprio nell’ultima parte della seduta.

Verificare chiusura indici in prima pagina

In mattinata Wall Street era in preda
all’euforia, con il Dow Jones che aveva sorpassato per la prima volta
quest’anno quota 9000 punti e il Nasdaq sopra quota 1600.

La seduta era cominciata in forte rialzo per le borse americane, trainate dal recupero del dollaro nei confronti dell’euro e dalle buone notizie provenienti dai fronti macroeconomico e geopolitico.

Il Nasdaq viaggiava nettamente al di sopra dei 1.600 punti. Il Dow Jones all’1:35 del pomeriggio (ora di New York) ha passato con un rialzo di oltre 150 punti la soglia psicologica dei 9.000 punti. Ricordiamo che l’indice industriale non sfondava questa quota dal 2 dicembre scorso, quando nell’intraday tocco’ un massimo di 9.076 punti, per poi chiudere a 8.862 (le soglie a cifra “tonda” o “psicologiche” non hanno alcun valore, secondo gli analisti tecnici). Una chiusura sopra quota 9.000 dell’indice Dow Jones non si vede dall’agosto 2002.

In realta’ secondo gli analisti sono i
livelli tecnici e di break out dell’indice Standard & Poor’s 500 ad avere condizionato il mercato lunedi’ (vedi Target News). Infatti lo S&P500 ha fatto marcia indietro in sincronia con il Dow Jones, senza riuscire a sfondare di slancio una determinata quota giudicata il maggior ostacolo per il proseguimento del rally. La seduta di martedi’ e’ cruciale dunque per capire che direzione prendera’ la borsa Usa.

Alle 18:00 italiane (le 12:00 ora di New York) al New York Stock Exchange erano stati scambiati 626 milioni di pezzi, mentre al Nasdaq ne erano passati di mano 1.082 milioni. Al Nyse i titoli in rialzo erano 2.323, contro 843 in ribasso, mentre al Nasdaq il rapporto era di 2.000 a 1.023. I nuovi massimi al Nyse erano 401, contro 3 nuovi minimi, mentre al Nasdaq il rapporto era di 299 a 4. L’indice della volatilita’ implicita VIX segnava un rialzo dello 0,65%, a 21,84 punti. Al mercato obbligazionario, il rendimento sulla scadenza a 10 anni (TNX), benchmark della categoria, si attestava al 3,44%, mentre quello sulla scadenza a 5 anni era al 2,37%.

A maggio l’indice nazionale dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (ISM, ex NAPM) si e’ attestato a 49,4 punti, contro i 48,5 stimati e i 45,4 di aprile. Dopo la sorpresa positiva sul dato relativo all’area di Chicago, i numeri comunicati oggi fanno ben sperare per la ripresa del comparto. E’ importante sottolineare, pero’, che pur avendo battuto le previsioni l’Ism rimane ancora sotto la soglia dei 50 punti, demarcazione tra un settore manifatturiero in contrazione e uno in espansione.

Praticamente ignorati i dati sulla spesa per le costruzioni di aprile, che ha registrato un calo dello 0,3% contro il +0,2% stimato dal mercato.

Al mercato dei cambi, l’euro ha continuato a perdere terreno nei confronti del dollaro finendo a quota 1,1747. A determinare il recupero del biglietto verde sono stati ancora i commenti del presidente Bush, che come la settimana scorsa, al vertice dei G8 in Francia, ha ripetuto che Washington continua a favorire una politica di dollaro forte, in netto contrasto con le precedenti dichiarazioni del ministro del Tesoro, John Snow.

Contribuiscono all’indebolimento della moneta del Vecchio Continente le attese per un taglio dei tassi UE di 50 punti base nella prossima riunione della Bce, in calendario giovedi’. Le prospettive di un allentamento della politica monetaria rendono meno appetibili i titoli denominati in euro.

Sul fronte internazionale, gli investitori hanno accolto con favore la notizia della cattura del n.1 della rete terroristica Al-Qaeda in Arabia Saudita.

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