WALL ST.: CHIUSURA CONTRASTATA PER I MERCATI USA

30 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Seduta contrastata per i mercati americani, condizionati dalle notizie deludenti dal fronte economico e da alcune prese di profitto degli operatori dopo il consistente rally di ieri.

Il Dow Jones ha ceduto lo 0.24% a 10425, l’S&P500 ha chiuso piatto (+0.01%) a 1109 e il Nasdaq ha guadagnato lo lo 0.17% a 2009.

La giornata e’ stata piuttosto ricca sotto il profilo degli appuntamenti economici. Il Chicago PMI, l’indice che misura l’attivita’ manifatturiera nell’area di Chicago, a dicembre e’ sceso a 59,2 punti dai 64.1 di novembre. Nonostante in calo e peggiore delle stime (62 punti), il dato si e’ comunque confermato ben al di sopra dei 50 punti, soglia che separa espansione da contrazione.

In calo, inoltre la Fiducia dei Consumatori redatta dal Conference Board, istituto di ricerca privato con sede a New York. A dicembre l’indicatore si e’ attestato a 91,3 punti contro i 92,5 punti del mese precedente (dato rivisto). Gli economisti prevedevano un valore di 91,8.

E cattive notizie, infine, dal settore immobiliare, finora uno dei punti di forza della ripresa americana. Le vendite di case esistenti a novembre sono inaspettatamente diminuite del 4.6%, a un valore annualizzato di 6.06 milioni di unita’.

Sul fronte societario, da segnalare il progresso di Boeing, oggi tra i migliori titoli del Dow Jones. Nella tarda serata di ieri, il colosso aerospaziale ha annunciato di essersi aggiudicato un contratto di $9.6 miliardi dall’esercito Usa.

In lieve calo, invece, General Motors, nonostante la nota positiva di Bear Stearns, che ha alzato price target e previsioni sul quarto trimestre dell’azienda.

A livello di settori, la societa’ di ricerca IDC ha rivisto al rialzo le stime per il 2004 sulla crescita del fatturato del comparto semiconduttori. Le stime passano dal 16% al 18%. IDC cita la forza della domanda in Cina e il volume di vendite di cellulari e PC piu’ sostenuto delle attese.

Sugli altri mercati, prosegue la discesa del dollaro, sotto pressione per la nuova tornata di dati macroeconomici e per le preoccupazioni sul deficit commerciale Usa. Nel corso della seduta il biglietto verde si e’ spinto fino a quota 1.2551 nei confronti dell’euro, stabilendo un nuovo minimo storico contro la moneta comunitaria.

Ancora in calo i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.279% dal 4.230% della chiusura di lunedi’.

La corsa al rialzo dell’oro e’ proseguita anche nella seduta odierna (la quinta consecutiva). Il future con scadenza febbraio trattato al Nymex ha chiuso con un guadagno di $1.90 a $417.20 all’oncia, ai massimi dall’ottobre 1988. Il petrolio, infine, ha guadagnato 33 centesimi a $32.79 al barile (future di febbraio).