WALL ST. CHIUDE IN RIALZO, S&P SUI MASSIMI DI 7 MESI

di Redazione Wall Street Italia
11 Giugno 2009 22:10

Chiusura in rialzo per il mercato azionario americano, con il paniere allargato Standard & Poor’s 500 che e’ salito sui massimi di sette mesi, dopo che la frenata della corsa dei rendimenti dei Titoli di Stato ha placato le preoccupazioni riguardanti il rischio che il rialzo dei tassi di interesse possa compromettere la ripresa economica. Il Dow Jones ha fatto segnare un progresso dello 0.37% a 8770.92 punti, l’S&P 500 e’ avanzato dello 0.61% a quota 944.89, mentre l’indice composito Nasdaq ha archiviato la seduta con un +0.50% a 1862.37 punti.

Gli indici hanno ampliato i guadagni dopo che l’asta dei titoli di Stato a 30 anni ha riscosso un discreto successo, permettendo agli investitori di mettere da parte i timori legati all’elevato costo del denaro. Ma sul finale i rialzi sono andati via via restringendosi. Ieri il mercato aveva chiuso la seduta in calo, dopo che l’asta del benchmark decennale aveva riscontrato una domanda debole.

“La ripresa dipendera’ molto dal livello dei rendimenti”, dice Noman Ali, analista azionario di MFC Global Investment Management. “Da questo punto di vista ci sono segnali che indicano che la situazione sta migliorando, o comunque che non sta peggiorando”.

Tuttavia i guadagni odierni, dimezzatisi sul finale, non sono stati sufficienti a permettere al Dow di passare in positivo nel 2009. In ribasso del 25% lo scorso 9 marzo, il paniere industriale e’ l’unico degli indici a non essere ancora riuscito nell’impresa di cancellare le perdite accumulate dall’inizio dell’anno.

I listini si sono spinti al rialzo sin dalle prime battute, favoriti dalle cifre macroeconomiche diffuse prima del suono della campanella, accolte con favore dagli investitori. Il Dipartimento del Commercio ha reso noto che in maggio le vendite al dettaglio sono salite per la prima volta in tre mesi. Si tratta del maggiore rialzo dal +1.7% di gennaio.

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Il risultato suggerisce che il peggio della recessione potrebbe essere alle spalle, in particolare considerando che senza il sostegno dei consumatori americani, che rappresentano circa il 70% dell’economia complessiva del Paese e il 20% dell’economia globale, nessuna ripresa e’ possibile.

Secondo gli analisti i dati sono dunque da considerare nel complesso incoraggianti, ma non certo esaltanti. Da un’analisi piu’ approfondita delle cifre, emerge infatti che escluse le vendite di auto e gas, il dato sarebbe stato in rialzo dello 0.1%, nonostante il piano di stimolo varato dall’amministrazione Obama abbia aumentato il reddito a disposizione delle famiglie.

Nel frattempo il Dipartimento del Lavoro ha riferito che il numero di nuovi disoccupati negli Stati Uniti che hanno fatto richiesta di sussidio e’ sceso in maniera superiore alle attese del mercato. Tuttavia il numero di richeste continuative e’ salito a 6.8 milioni, sui livelli piu’ alti dal 1967.

Guidano i rialzi gli energetici, in particolare Schlumberger (+ 6%), Chveron (+3%) e Exxon Mobil (quasi +1%), aiutati dal rally del petrolio, mentre il rincaro delle materie prime spinge in progresso del 7% il gigante dell’alluminio Alcoa. I prezzi dell’oro nero hanno temporaneamente raggiunto quota $73 al barile per la prima volta da ottobre 2008.

Pareri contrastanti degli analisti sulle banche, uno dei settori piu’ ispirati quest’oggi. Bank of America (+8.5%) trae giovamento dalla promozione da parte di Kbw e Morgan Stanley, mentre Goldman Sachs cede terreno nonostante l’aiuto arrivatole dalla revisione al rialzo delle stime 2010 da parte di Bernstein. Il broker prevede un Eps di $17.13 a fronte dei $16.47 attesi in precedenza. Gli stessi analisti hanno invece rivisto al ribasso le stime sull’Eps 2009 di Morgan Stanley, a $1.31 dall’1.63 stimato precedentemente. Ciononostante i titoli fanno segnare un progresso dell’1%.

Sugli altri mercati, a New York i contratti sul petrolio Usa con scadenza luglio hanno chiuso in progresso di $1.35 (+1.9%) a quota $72.68. Sul valutario euro in rialzo sulla controparte americana. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ il cambio tra le due valute e’ di $1.4132. I futures sull’oro con consegna agosto hanno guadagnato $7.30 a $962 l’oncia. In recupero i prezzi dei Titoli di Stato Usa: dopo aver toccato ieri i livelli piu’ alti dallo scorso ottobre, il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.8620% dal 3.9360% di mercoledi’.