WALL ST CHIUDE IN FORTE CALO, DUBBI SULLA RIPRESA

5 Agosto 2002, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura infelice per la prima seduta della settimana, che porta a 3 i giorni di ribasso consecutivo sui mercati. A prolungare l’emorragia degli indici, l’arrivo di ulteriori notizie sconfortanti sul fronte macroeconomico, geopolitico e societario.

Il Dow Jones torna sotto quota 8.100 e si avvicina agli 8.000, mentre il Nasdaq si ferma ad un soffio dai 1.200 punti. Pesante la situazione del Nasdaq 100 che ha chiusi oggi al livello piu’ basso dall’aprile 1997. Da segnalare comunque che l’attivita’ di scambio al Nyse e al Nasdaq e’ stata oggi decisamente piu’ bassa rispetto al livello della scorsa settimana (anche gli investitori vanno in vacanza).

Il Nasdaq ha chiuso a 1.206,01 (-3,36%)
Il Dow Jones a 8.043,63 (-3,24%)
L’S&P 500 a 834,60 (-3,43%)

La debolezza dell’economia, emersa nelle ultime settimane, sembra dunque aver azzerato quella voglia di rialzo che poco tempo fa aveva portato il Dow Jones a guadagnare circa 1.200 punti in meno di una settimana . In seguito agli ultimi ribassi, l’indice ha restituito piu’ della meta’ dei guadagni che aveva messo a segno nella fase di euforia. I dati economici si stanno susseguendo uno dopo l’altro come colpi di pugile impedendo ai mercati di rimettersi in piedi. Oggi e’ la volta dell’Ism dei servizi di luglio che, rivelandosi ancora una volta in calo, e’ andato a confermare i timori sulla precarieta’ del quadro congiunturale, gia’ alimentati la scorsa settimana dalla comunicazione del Pil del secondo trimestre – la crescita e’ stata di appena l’1,1% – del tasso di disoccupazione – il dato ha messo in luce una crescita poco sostenuta dei nuovi posti di lavoro – e dell’ Ism manifatturiero – il settore continua a crescere ma il passo e’ sempre piu’ lento.

I dubbi sulla ripresa dell’economia negli ultimi tempi hanno aumentato le aspettative per un nuovo taglio dei tassi, che potrebbe arrivare nel meeting del FOMC del 13 agosto, ma secondo alcuni anche prima. Pensiamo che solo 5 settimane fa la banca centrale aveva dichiarato che la crescita era abbastanza forte da garantire, molto presto, un rialzo dei tassi. Ora questa possibilita’ sembra essere lontana anni luce e una dopo l’altra, le banche d’affari hanno aumentato le aspettative di un nuovo taglio dell’obiettivo sui fed funds e contemporaneamente hanno ridotto le previsioni di crescita del Pil.

A pesare sui mercati, sono state anche oggi le preoccupazioni per le condizioni economiche e finanziarie in America latina (vedi in particolare la situazione in Brasile ), nonche’ le continue tensioni in Medio Oriente.

Sul fronte societario, a deprimere gli investitori sono arrivati una serie di ‘downgrade’ e commenti negativi della banche d’affari per colossi del calibro di Cisco System (CSCO – Nyse), Citigroup (C – Nyse) e J.P. Morgan (JPM – Nyse). Brutte notizie anche per il settore dei semiconduttori: sia Banc of America che Piper Jaffray prevedono un calo degli ordini ad agosto e settembre per le infrastrutture. Sconforto poi anche per il settore della telefonia dopo che la blue chip SBC Communications (SBC – Nyse) ha dichiarato di aver sottovalutato il livello di debito sul breve termine. Brutte notizie anche dal colosso dell’intrattenmento e blue chip Wal Disney (DIS – Nyse) che potrebbe vedere ridotta la propria valutazione sul debito da parte di Moody’s. Non ha sortito infine l’effetto sperato la trimestrale di Procter&Gamble che ha deluso alcuni analisti in relazione al fatturato.

Non manca tuttavia chi, in questo clima generalizzato di sfiducia si dichiara ottimista e minimizza le preoccupazioni. Bruce Steinberg, capo economista della banca d’affari Merrill Lynch , ritiene infatti che l’economia crescera’ del 3,5% nella seconda meta’ dell’anno . E’ positivo anche John Ryding, chief market economist di Bear Stearns, secondo cui non ci aspetta un nuovo ribasso dell’economia. Le borse tuttavia, non sembrano farsi contagiare dall’ottimismo di Steinberg e di Ryding e danno invece ascolto alla raccomandazione di Thomas Weisel , che ha consigliato agli investitori di rimanere sulla difensiva , considerato il quadro economico poco rassicurante. A cio’ si aggiunge la preoccupazione di HSBC , che ha espresso cautela sulle prospettive dei mercati azionari per il resto dell’anno aggiungendo che la prudenza incidera’ sui consumatori.

Nel frattempo non accennano a diradarsi i problemi relativi alla corporate governance Usa. In mattinata Bradley Farnsworth, l’ex vicepresidente di Dynegy (DYN – Nyse), ha lanciato pesanti accuse contro la sua ex azienda, sottolineando di essere stato licenziato per aver rifiutato di manipolare i risultati di bilancio.

SETTORI E TITOLI IN MOVIMENTO

In calo il colosso dei beni di largo consumo e blue chip del Dow Jones Procter&Gamble nonostante gli utili si siano rivelati al di sopra delle stime. La crescita del fatturato ha tuttavia deluso alcuni analisti.

SEMICONDUTTORI (SOX ). IN FORTE CALO. La nota negativa di Banc of America e Piper Jaffray sugli ordini di infrastrutture chip di modificare il suo sistema di rating. Il cambiamento mette sotto pressione Citigroup di agosto e settembre ha depresso il settore. L’indice rappresentativo del comparto , il Philadelphia Semiconductor Index tocca il nuovo minimo delle ultime 52 settimane. In controtendenza Advanced Micro Devices (AMD – Nyse) che ha beneficiato di un’articolo di Barron’s, secondo cui la concorrenza della societa’ avra’ un’incidenza negativa sul colosso Intel (INTC – Nasdaq). In rosso Altera (ALTR – Nasdaq) , Xilinx (XLNX – Nasdaq) e Texas Instruments (TXN – Nyse).

HARWARE (GHA). Gli investitori non guardano con favore la possibile acquisizione da parte del colosso informatico Hewlett Packard (HPQ – Nyse) della societa’ di archiviazione dati EMC (EMC – Nyse). In terreno negativo Apple (AAPL – Nasdaq) e Dell (DELL – Nasdaq).

TELECOM (XTC ) IN ROSSO.
A pesare sul settore, la blue chip SBC Communications (SBC – Nyse) che ha dichiarato di aver sottovalutato il livello di debito sul breve termine. In calo anche BellSouth (BLS – Nyse) nonostante la decisione di riacquistare le azioni proprie .

FINANZIARI (DJ_FIN), BANCARI (BIX) E BROKERAGGIO (DJ_SCR)
Le preoccupazioni sulle condizioni economiche e finanziarie in America latina (vedi Brasile ) continuano a mettere sotto pressione gli istituti di credito maggiormente esposti. incide anche la decisione della banca d’affari Lehman Brothers di modificare il suo sistema di rating. Il cambiamento mette sotto pressione Citigroup (C – Nyse) e J.P. Morgan (JPM – Nyse), i cui rating sono stati abbassati dallo “strong buy” del precedente sistema di rating all’ “equal weight” del nuovo metodo. Tuttavia, secondo gli analisti, non si tratterebbe di un cambiamento dovuto soltanto all’introduzione del nuovo sistema di rating da parte di Lehman, che ha infatti tagliato le stime sugli utili di JPM relativi al 2002 e al 2003 e di C relativi al 2002.

NETWORKING (NWX ). In rosso.
A deprimere il comparto il giudizio “equal weight’ di Lehamn Brothers sul colosso Cisco Systems (CSCO – Nasdaq). La banca d’affari punta il dito contro il passo della ripresa della spesa delle aziende telefoniche in infrastrutture. Nervosismo tra gli inventori anche in attesa, domani a chiusura dei mercati, dei risultati di bilancio del gruppo. Il titolo trascinato perdita che Juniper Networks (JNPR – Nasdaq).

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