WALL ST. ARRETRA. E’ LO SCHIAFFO DEL MINIDOLLARO

18 Novembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Mercati nervosi, con una brutta accelerazione delle vendite proprio al suono della campana del Nyse (il che potrebbe preludere a una brutta apertura mercoledi’). Gli investitori hanno dovuto fare i conti nella riallocazione delle proprie risorse, con il forte calo del dollaro, e di conseguenza con un euro ai nuovi massimi storici; il tutto si e’ riverberato nei ribassi (comunque abbastanza frenati, notano i trader a New York) sul mercato azionario e in una notevole ripresa dell’oro.

Alla fine della seduta il Dow Jones chiude in ribasso dello 0.89% a 9624, il Nasdaq lascia sul campo l’1.46% a quota 1881, mentre il benchmark, lo S&P500, finisce in calo dello 0.91% a 1034.

Le incertezze sulle questioni geopolitiche e le preoccupazioni sullo scandalo dei fondi comuni d’investimento continuano ad esercitare una certa pressione, inducendo gli operatori ad assumere un atteggiamento prudente.

Sul mercato, così sottolineano gli analisti, ha continuato a pesare il timore di nuova nuova recrudescenza terroristica – tema principale della tre giorni britannica iniziata oggi dal presidente George W. Bush – oltre all’aumento del disavanzo pubblico del Paese, salito ad ottobre, nel primo mese del nuovo anno fiscale 2004, a 69,5 miliardi di dollari.

Sul mercato azionario, non sono bastate le buone notizie provenienti da due blue chips del Dow Jones: Home Depot (HD) e General Electric. Nel terzo trimestre il colosso retail degli articoli per la casa Home Depot (-1,47%) ha registrato utili di $0,50 per azione (+22% su base annua), 4 centesimi al di sopra del consensus di Reuters Research ($0,46). Positive inoltre le cifre sul fatturato e le previsioni per il 2003.

Per GE in mattinata Merrill Lynch ha affermato di essere ottimista sulle prospettive della conglomerata industriale e ha alzato il rating sull’azienda da Neutral a Buy. Il titolo ha chiuso con +2,27%, il maggiore rialzo tra i 30 componenti DJIA.

Tra i titoli in crescita, da segnalare Sun Microsystems (SUNW), che ha chiuso la seduta con un +1.96%, seguita da Agilent Technologies (+3,81%), che aveva comunicato il proprio ritorno all’utile dopo otto trimestri deludenti.

Sul versante dei ribassi, spiccano la farmaceutica MedImmune – in calo del 4,22% a causa di nuove stime sull’utile trimestrale inferiori alle precedenti – e l’altra azienda del settore Wyeth, arretrata dello 0,4%. In rosso anche alcuni dei colossi hi-tech, tra cui IBM (-0.95%) e Intel (-1.21%) mentre Microsoft ha finito la seduta invariata.

In una giornata che ha visto il presidente della Fed, Alan Greenspan, e il Segretario al Tesoro, John Snow, attaccare i fondi di investimento per lo scandalo a loro legato, male sono andati i titoli finanziari, con Citigroup (C) e Morgan Stanley (MWD) in frenata, rispettivamente, dell’1,6% e del 2,2%, e in odore di coinvolgimento nelle indagini relative a Freddie Mac, il colosso di prestiti ipotecari da tempo nel mirino per irregolarità nei suoi conti.

I settori in maggior calo sulle borse Usa sono stati: Gaming Software, Internet Software, Internet Retailers e Biotech.

Per quanto riguarda i dati macro-economici, nel mese di ottobre l’indice dei prezzi al consumo e’ risultato invariato rispetto al periodo precedente, contro l’attesa degli operatori di un incremento dello 0,1%. Negli Stati Uniti, quindi, l’inflazione non e’ ancora una minaccia e crescono di conseguenza le probabilita’ che i tassi d’interesse restino bassi ancora per diverso tempo.

Circa la tempestosa giornata sul mercato valutario, l’euro ha battuto il vecchio record al rialzo di 1,1933 risalente alla scorsa estate. La moneta unica europea ha quotato infatti negli scambi a New York fino a un massimo intraday (nella tarda serata) di 1,1974 dollari, nuovo massimo storico assoluto.

Il “greenback” e’ sempre piu’ debole e le correnti di vendita si sono infittite notevolmente. Tra i motivi c’e’ il crollo (ai minimi di 5 anni) negli acquisti di assets Usa da parte di investitori esteri. Anche lo speculatore/filantropo ungherese George Soros a quanto pare ha dato una mano al ribasso, con posizioni short sul dollaro. Il rumor, verificato da Wall Street Italia (vedi Rumors, in tempo reale per gli abbonati a INSIDER), e’ circolato nel corso della seduta nelle sale cambi di grosse banche Usa a Manhattan.

Sul calo del dollaro ha pesato anche il crollo a settembre dell’ acquisto di Titoli del Tesoro Usa da parte di investitori stranieri, passato dai $25.2 miliardi di agosto a poco piu’ di $5 miliardi: cinque volte meno.

Gli operatori parlano inoltre di preoccupazioni per le eventuali guerre tariffarie tra gli Stati Uniti e i maggiori partner commerciali e dell’influenza di fortissimi movimenti speculativi. Da notare che negli ultimi 12 mesi (YTD) il dollaro ha gia’ perso circa il 14% del suol valore nei confronti dell’euro.

Passando agli altri mercati, hanno ridotto i guadagni i titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark, il Treasury a 10 anni, al 4,19% dal 4,20% della chiusura di lunedi.

In crescita il prezzo del petrolio: il future con scadenza dicembre sale sopra i $33 al barile. In forte rialzo infine la quotazione dell’oro; a causa del ribasso del dollaro il metallo prezioso segna +6,50 a $397,30 l’oncia (tutti i dettagli su decine di titoli azionari in rialzo in Titoli Caldi, Target News e Rumors, riservati agli abbonati a INSIDER).