VOLATILITA’: QUALI INDICI PER CAPIRCI DI PIU’

24 Ottobre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Quello strano concetto di volatilita’. Uno dei termini piu’ usati nel mondo della finanzia per definire i movimenti del mercato. Wall Street Italia cerca di fare un po’ di chiarezza sul concetto e di spiegare quali sono gli indicatori maggiormente seguiti dai trader americani.

La volatilita’ e’ la misura della variazione di prezzo di un determinato strumento finanziario in un determinato arco temporale. Dal punto di vista matematico, questo concetto e’ uno dei piu’ difficili da spiegare e da calcolare. Tuttavia quello che e’ veramente utile non e’ il calcolo della volatilita’ in se’ ma piuttosto l’interpretazione della sua misura.

Vediamo le caratteristiche principali della volatilita’:

  • Ciclicita’: la volatilita’ tende a percorrere dei cicli e questo la rende relativamente piu’ prevedibile rispetto al prezzo di uno strumento finanziario. Per questo motivo viene studiata dai trader che cercano di mettere a punto modelli che permettano di investire seguendo questa misura.
  • Persistenza: la volatilita’, all’interno del suo ciclo tende a persistere sui suoi valori. Se ieri il mercato era molto volatile, probabilmente lo sara’ anche oggi e domani, fino alla conlusione del ciclo temporale.
  • Mean reverting: la volatilita’ pur essendo soggetta a violenti sbalzi momentanei, nel lungo periodo tende a convergere verso la propria media.

Pur essendo un concetto unico dal punto di vista matematico, esistono diversi modi per descrivere la volatilita’ sui mercati finanziari:

  • Volatilita’ storica: misura la variazione giornaliera attuale dei prezzi rispetto ad un periodo passato (il periodo di riferimento e’ generalmente annuale).
  • Volatilita’ attesa: e’ la misura della previsione fatta dai traders della volatilita’ futura. E’ utilizzata per calcolare il valore teorico di un’opzione. Dato che le previsioni variano, non esiste un unico valore per questa misura.
  • Volatilita’ implicita: e’ la misura che spiega il prezzo attuale di un’opzione sul mercato. Tale misura e’ direttamente influenzata dalla domanda e dall’offerta e viene usata come termine di paragone per valutare opzioni su titoli di versi o la stessa opzione in momenti diversi.

La volatilita’ maggiormente seguita dagli investitori professionisti e’ quella implicita. La misura di questo valore e’ un “contrarian indicator” della direzione del mercato. La volatilita’ implicita tende infatti a salire molto quando gli indici scendono velocemente. Quando la volatilita’ tocca valori storicamente molto elevati, esiste una buona probabilita’ che i mercati rimbalzino mettendo in atto il cosi’ detto “rally”. Questo effetto si e’ verificato per esempio dopo il crollo della borsa successivo agli attacchi terroristici dell’11 settembre.

Quali sono gli indici della volatilita’ seguiti dai traders americani?

  1. VIX (VIX – CBOE). L’indice misura la volatilita’ implicita delle opzioni sullo S&P500 (fino a qualche mese fa l’indice di riferimento era l’S&P100) quotate al CBOE (Chigago Board Options Exchange). E’ l’indicatore maggiormente seguito e riportato da tutti i giornali finanziari americani.
  2. VXN (VXN – CBOE). L’indice misura la volatilita’ implicita delle opzioni sul Nasdaq100 quotate al CBOE.
  3. QQV (QQV – AMEX). L’indice misura la volatilita’ implicita delle opzioni quotate all’AMEX (American Stock Exchange) sul QQQ (QQQ – Nasdaq), il fondo che duplica il Nasdaq100.

Questi tre indici risultano dalla media pesata della volatilita’ calcolata su una serie di opzioni call e put “in the money” e “out of the money”. Senza scendere in dettagli tecnici, il risultato e’ che ciascuno di questi tre importanti indicatori quota la volatilita’ implicita di un ipotetica opzione sempre “at the money” (con prezzo di esercizio uguale al valore del sottostante) con scadenza di un mese.

Un ultima nota. Operare sulle opzioni su un indice di volatilita’ e’ una metodologia di investimento che richiede conoscenze che vanno ben al di la’ della lettura di questo articolo. Tuttavia tenere conto di questo indicatore prima di investire con orizzonti temporali medio corti e’ un approccio che aumenta la comprensione del mercato.

Francesco Leone e’ responsabile dell’ufficio ricerche di Wall Street Italia