Voglia di acquisti a Wall Street

2 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Come indicavano i futures, la seconda giornata di contrattazione del nuovo mese si apre all’insegna degli acquisti.

La giornata e’ scarna di dati macro ma e’ comunque ricca: inizia la due giorni del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed e stanotte ci saranno i risultati delle elezioni di midterm.

Sul primo fronte, l’attenzione degli operatori e’ gia’ puntata su domani, alle 19.15 ora italiana, quando verra’ emesso il comunicato con cui Ben Bernanke e colleghi sveleranno l’ammontare del secondo piano di quantitative easing (dopo quello adottato nel pieno della crisi) di cui si parla da settimane. Tutto si gioca sull’ammontare del programma con cui la Fed iniettera’ nuova liquidita’ nel sistema. Le ultime stime parlano di riacquisto di titoli di stato Usa per almeno $500 miliardi. Meno dei $2000 spesi nel pieno della recessione.

Non si parla solo di allentamento monetario ma anche di costo del denaro. Quello americano e’ fermo allo 0-0.25% dal dicembre 2008 ma il trend sta cambiando in altri paesi: l’India e l’Australia hanno alzato i tassi di interesse per frenare pressioni inflative.

La mossa dell’Australia e’ da monitorare visto che ha spinto al rialzo la propria valuta che per la prima volta dal 1983 ha raggiunto la parita’ contro il dollaro americano.

Sul fronte societario si segnala il rialzo di MasterCard, grazie al balzo dei conti del terzo trimestre. Profitti in calo invece per Kellogg e Pfizer (che comunque centra le attese del mercato). Secondo Thomson Reuters delle 335 società che compongono l’S&P 500 che hanno gia’ pubblicato i risultati del terzo trimestre, il 77% aveva utili oltre le attese degli analisti.

In Europa si segnala il ritorno di pressione sui titoli di stato irlandesi. Massimo storico dello spread con quelli tedeschi con un nuovo top anche nelle quotazioni dei Cds.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, i futures sul petrolio con consegna dicembre sono in progresso dell’1.04% a quota $83.81 il barile. Il derivato con scadenza dicembre dell’oro segna un +0.38% a $1356.70 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro guadagna lo 0.97% a quota $1.4027. Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale e’ a quota 2.6030%, in calo dal 2.6280% di ieri.