Investire in Cina: un mercato troppo grande per essere ignorato

19 Marzo 2021, di Redazione Wall Street Italia

Articolo di Claudio Cabella, consulente finanziario di Alessandria (Piemonte) 

Il Capodanno Cinese 2021 ha inaugurato l’Anno del Bue che viene ritenuto un simbolo di affidabilità, forza, pazienza e cautela ed è anche associato al raccolto, alla fertilità ed alla prosperità.

Per gli investitori, l’Anno del Bue sarà un anno di mercato azionario rialzista?

Nella mia analisi, partirò da alcune innegabili certezze:

  1. Nell’ultimo decennio, la Cina è entrata in una nuova era caratterizzata da una crescita meno marcata rispetto al passato ma più controllata e sostenibile, dove consumi interni, innovazione tecnologica insieme ad una sempre più graduale apertura del Paese verso l’esterno sono i driver a sostegno dell’espansione.
  2. nel 2020 la Cina è stata l’unica tra le principali economie mondiali a registrare una crescita positiva del Prodotto Interno Lordo (+2,3%) dovuta sia alle severe misure di lockdown, attentamente seguite dalla popolazione stessa, che dalle misure di stimolo messe in campo dal Governo.

Le stime degni analisti prevedono che il Pil dovrebbe espandersi del 9,00% quest’anno per poi normalizzarsi intorno al 5,5% nel 2022.

Nonostante un rialzo del 30% del mercato azionario nel 2020, sono ancora assai residue le allocazioni degli investitori italiani in questo mercato.

Ma quali sono le caratteristiche più salienti dell’economia cinese?

È indubbio che oggi la Cina sta vivendo al suo interno una vera e propria rivoluzione demografica che vede l’invecchiamento della popolazione, l’ascesa di sempre più persone nella middle class ed il più grande fenomeno di urbanizzazione della storia, motori del cambiamento di un immenso Paese.

Occorre tenere ben presente che:

  1. i consumatori cinesi contribuiscono a generare ¾ della crescita del Paese;
  2. entro il 2025, la Cina diventerà una super potenza high-tech ed è già il più grande mercato al mondo per i pagamenti digitali;
  3. il rapido sviluppo della Cina è riconosciuto come uno dei più importanti eventi della storia economica mondiale. Attualmente 71 Paesi (1/3 del Prodotto Interno Lordo mondiale e 2/3 della popolazione mondiale vengono coinvolti nell’iniziativa “Belt & Road”, ribattezzata “La nuova via della seta”;
  4. un altro profondo cambiamento riguarda il più grande fenomeno di migrazione interna della storia, che vede il passaggio da società agricola a regno delle megalopoli (ne verranno costruite 6 ex novo con 50.000 nuovi grattacieli).

I cambiamenti che prima coinvolgevano determinate aree del mondo vedranno coinvolto ora un unico grande Paese.

Quali potrebbero essere invece principali rischi per chi volesse porre maggiore attenzione al mercato azionario del Dragone?

Innanzitutto, le collegherei alla Pandemia e se si dovessero registrare delusioni rispetto alle previsioni ottimistiche sull’uscita dalla stessa.

Un’altra fonte di incertezza potrebbe essere data dal confronto USA vs Cina ed, anche se, con l’elezione alla Casa Bianca di Biden, sembrerebbe essere sopita, ritengo che le tensioni tra le prime due economie a livello mondiale permarranno, pesando sia sugli investimenti che sulla crescita globale anche negli anni futuri.

La lotta vede la Cina alla ricerca dell’autosufficienza in termini di tecnologie con un aumento di sforzi per supportare le aziende nei settori strategici come Intelligenza Artificiale, semiconduttori, robotica e, non ultimo, aerospaziale.

Un discorso a parte merita il mercato obbligazionario cinese.

Anche qui partiamo da una certezza: il reddito fisso cinese ha mostrato una certa resilienza al Covid, registrando, per i titoli di stato, i benefici di un asset difensivo mentre per i bond corporate onshore (denominati in renmimbi) performance positive.

Quali potrebbero quindi essere i motivi da spingere un investitore a collocare parte del suo portafoglio in quest’area ed in questi comparti?

Ho provato ad elencarne più di una:

  1. Valutazioni attraenti dei bond onshore rispetto agli altri bond presenti sul mercato dei paesi sviluppati, in buona parte dovute alla solidità della ripresa economica del Paese;
  2. Fondamentali solidi della Cina come dimostrano sia il valore del Pil registrato nel 2020 sia quelli che si registreranno sia quest’anno che il prossimo. L’inflazione dovrebbe anch’essa restare contenuta con la domanda ancora debole e con quindi la Banca Centrale ancora a supporto delle imprese.
  3. Avendo il mercato dei bond corporate cinesi un maggiore focus verso imprese pubbliche e settori più focalizzati sul mercato domestico, dovrebbero ancora godere di mirati supporti governativi.
  4. A differenza di quanto avviene nella maggior parte dei mercati emergenti, i bond cinesi sono per la gran parte detenuti a livello domestico, rendendoli meno vulnerabili alla volatilità dei flussi d’investimento globali così come a loro favore dovrebbe remare la crescente loro presenza negli indici globali.
  5. La bassa correlazione che i bond onshore cinesi mantengono verso i mercati globali e l’universo investibile sempre più ampio dovrebbe rendere difficile ignorare questo mercato soprattutto se i tassi nel mondo dovessero rimanere inferiori e con volatilità più elevate.

La Cina quindi presenta una serie di vantaggi strutturali rispetto alla maggior parte del resto del mondo in tema di innovazione, demografia, crescita dei redditi della classe media, di supporto di governo e istituzioni, di diffusione e crescita internet, di ricerca e sviluppo, di dimensioni dell’economia.

Per tutti questi motivi la Cina si sta dimostrando, ancora una volta, un tema di investimento che non può rimanere escluso dai portafogli degli italiani.

 

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