Vitalizio: stop per i parlamentari condannati, ma solo a metà

8 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Via libera a grande maggioranza allo stop all’erogazione del vitalizio per parlamentari ed ex deputati condannati in via definitiva per più di due anni per mafia, terrorismo e quasi tutti i reati contro la Pubblica Amministrazione (peculato, concussione, violazione del segreto d’ufficio).

Ma per il Movimento 5 Stelle, che così come Forza italia e Area Popolare non ha partecipato al voto, si tratta di un “compromesso al ribasso” perché la norma non vale per i reati di abuso d’ufficio, perché c’è la possibilità di riabilitazione e perché è prevista la modifica in senso restrittivo per i delitti non colposi da 4 a 6 anni.

“Questa delibera è solo una farsa, che salva la stragrande maggioranza dei politici condannati, tutti i loro amici di tangentopoli, e colpisce solo una piccola cerchia. Ancora una volta la casta si è autoassolta e continuerà a godere di vitalizi pagati dai cittadini italiani”.

I voti favorevoli sono arrivati da Pd, Lega Nord, Sel e Fratelli d’Italia. La presidente della Camera Laura Boldrini ha salutato lo stop alle pensioni a vita agli ex deputati condannati per reati gravi come “un forte segnale di moralizzazione”.

L’interruzione del vitalizio è previsto anche nel caso di patteggiamento, ma la misura varrà dall’entrata in vigore della legge in poi, perché, come sottolinea la maggioranza, “quando uno decide di patteggiare deve sapere prima a cosa va incontro”.

Dopo 10 anni dalla fine della condannata per i reati più gravi e dopo tre anni negli altri casi, l’interessato può chiedere la riabilitazione al giudice. Se viene concessa e la condanna viene cancellata dalla fedina penale, il vitalizio potrà essere riassegnato.

Essendo la condanna di fatto un requisito negativo e non introducendo la delibera una pena accessoria, spiegano alcuni tecnici alla stampa, quando la fedina penale torna pulita “è giusto che il vitalizio venga ridato” perché le misure devono essere “ragionevoli e proporzionate” per non essere contestate.