VINCERE CAMBIANDO CAVALLO IN BORSA

14 Marzo 2006, di Redazione Wall Street Italia

*Financial Trend Analysis e’ una societa’ che opera nel settore dell’Analisi Tecnica. Le analisi di borsa qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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(WSI) – Nel corso delle ultime settimane sono intervenuti alcuni elementi nuovi nel panorama dei mercati finanziari europei. Queste novità impongono una revisione delle strategie di investimento che meglio si adattano allo stato contingente delle borse. Il 2 marzo la Banca Centrale Europea ha deciso il secondo aumento in tre mesi del costo del denaro in Eurolandia.

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I tassi di riferimento sono quindi saliti al 2,5% con l’intento di contenere l’inflazione che potrebbe rialzare la testa sostenuta dal quadro di ripresa economica che è possibile dipingere per l’Unione europea. Il rialzo dei tassi, proprio perchè determinato da aspettative di crescita dell’economia, è favorevole al comparto dei titoli finanziari. Gli istituti finanziari infatti, per tutelarsi da manovre di questo tipo da parte della Banca Centrale, praticano, sul fronte degli impieghi, finanziamenti a tasso variabile alla clientela industriale e commerciale diversificando al contempo, sul fronte della raccolta, le fonti di approvvigionamento.

La crescita della attività economica comporta evidenti maggiori opportunità di guadagno per i rappresentanti del comparto, che riescono ad erogare un numero maggiore di prestiti incorrendo allo stesso tempo in meno perdite, a vendere un numero più alto di polizze assicurative e ad intensificare la loro attività di consulenza. E’ quindi secondo questa direttrice che si potranno cercare le prime interessanti opportunità di investimento per il medio termine.

Un ulteriore nuovo fenomeno che sta interessando i mercati finanziari europei riguarda la febbre delle acquisizioni e fusioni nel comparto delle società dei servizi di pubblica utilità (più brevemente le Utilities), un fenomeno già battezzato da molti, forse senza troppa fantasia, il Risiko energetico. Italia e Francia stanno combattendo una battaglia sul terreno dell’energia e tutto il comparto è in grande fermento: la tedesca Eon ha deciso di lanciare un’opa sulla spagnola Endesa, lanciata a sua volta dopo quella di Gas Natural, Gaz del France e Suez si fondono per bloccare gli interessi di Enel.

Ed in Italia la joint venture fra Aem Torino ed Amga (la municipalizzata di Genova) sarà operativa entro l’estate, il flottante di Edison, che si era ridotto per effetto dell’Opa conclusa il 4 novembre 2005 promossa da Transalpina di Energia è stato ricostituito nei termini di legge, Aem Milano ed Acsm Como hanno raggiunto l’accordo per firmare una intesa secondo la quale si prevede l’ingresso della società milanese nel capitale di quella comasca ed anche Asm Brescia a sorpresa ha presentato un’offerta ad Acsm Como al fine di stipulare un’intesa, prefigurando quindi uno scontro tra le due ex municipalizzate di Brescia e Milano per stringere una collaborazione con la società lariana. Insomma, in questo settore i soggetti sui quali puntare l’attenzione sono sicuramente molti.

Il terzo comparto che appare rinvigorito dalle attese di accelerazione del tasso di rialzo del Pil è quello dei titoli del cemento, che potrebbero beneficiare anche dalla stabilizzazione dei prezzi del petrolio (i costi di trasporto hanno un peso significativo nel bilancio totale dei soggetti appartenenti a questo settore). I titoli di banche ed assicurazioni sul mercato domestico sono sicuramente ben rappresentati, pesando per un terzo circa dell’intero listino.

Per cercare di identificare quei soggetti sui quali concentrare l’attenzione è possibile partire con una selezione che includa solo i titoli domestici facenti parti dei settoriali europei Eurostoxx bancario ed assicurativo. Le banche italiane incluse nel Dow Jones Euro Stoxx Banks Index sono, in ordine di peso all’interno del comparto, Unicredito, Banca Intesa, San Paolo Imi, Capitalia, Banche Popolari Unite, Banco Popolare di Verona e Novara, Mediobanca, Monte dei Paschi e Banca Popolare di Milano. Nel settore delle assicurazioni sono invece rappresentati Generali, Alleanza, Ras (legata ormai a doppio filo alla controllante Allianz), Cattolica, Fondiaria Sai, Unipol e Mediolanum (l’elenco anche in questo caso è ordinato a partire dal titolo con i peso maggiore nell’ambito del paniere).

Tra questi titoli quelli che evidenziano la migliore condizione del trend, quindi in base ad una valutazione che tiene conto della sola componente grafica e tralasciando considerazioni di carattere fondamentale, sono Banco Popolare di Verona e Novara, Banche Popolari Unite, Capitalia e Mediobanca. Le soglie critiche da tenere sotto controllo per ricavare, in caso di violazione, un segnale contrario alla aspettativa di proseguimento del rialzo sono quota area 18 euro per BP Verona e Novara, area 19 euro per BP Unite, area 5 euro per Capitalia e quota 16 euro per Mediobanca.

Lo stesso tipo di analisi del trend, se applicata al comparto assicurativo, individua una terna caratterizzata da una buona condizione della tendenza che si prospetta al rialzo anche nel prossimo futuro, formata da Fondiaria Sai, Cattolica e Generali. Le soglie di supporto da tenere sotto controllo sono in questo caso area 28 euro per Sai Fondiaria, la soglia del 44 euro per Cattolica ed il sostegno di area 28 euro per Generali. Sono questi i sei titoli del paniere finanziario sui quali puntare l’attenzione nel corso dei prossimi mesi per cercare di ottenere una performance di portafoglio migliore rispetto a quella dell’indice del comparto.

All’interno del Dow Jones Euro Stoxx Utilities compaiono invece Enel, Snam Rete Gas, Terna ed Aem. La decisione di Enel di procedere con l’Opa su Suez per assumere poi il controllo della belga Electrabel suggerisce di attendere prima di impegnarsi su questo titolo: la crescita dell’indebitamento, inevitabile conseguenza del lancio dell’Opa, potrebbe significare per Enel un calo del credit rating, cioè un costo del debito più alto e quindi una revisione al ribasso, almeno inizialmente, della redditività dell’azienda.

Graficamente appaiono più interessanti Aem e Terna, a patto che la prima superi la resistenza di 1,95 euro e che la seconda riesca a salire al di sopra di area 2,30/35. Per entrambi i titoli in questo caso verrebbe interrotta la fase laterale che ne caratterizza l’andamento da inizio 2005, aprendo la strada a rialzi nell’ordine dei 18/20 punti percentuali. Venendo infine al terzo dei settori che sono stati individuati come potenzialmente interessanti nel corso dei prossimi mesi, quello dei titoli del cemento, si scopre che all’interno del Dow Jones Euro Stoxx Construction & Materials è incluso un solo titolo domestico, Italcementi.

Italcementi viaggia al di sopra dei precedenti massimi storici, registrati nel settembre del 1999, già dall’inizio del 2005, anche se una vera e propria accelerazione rialzista che ha permesso ai prezzi di staccarsi con forza da questa area di resistenza (posta a 13,30 euro circa) si è verificata solo nell’ultima parte dello scorso anno. Il trend rialzista ha registrato un progresso molto veloce nel corso degli ultimi mesi, progresso che ha fatto salire in ipercomprato gli indicatori tecnici.

Esiste il rischio che le quotazioni vadano incontro ad una correzione prima di slanciarsi nuovamente verso l’ostacolo dei 18 euro. Discese fino a quota 15,00/15,50 euro sarebbero tuttavia da considerare solo una pausa temporanea del rialzo e potrebbero quindi essere sfruttate per entrare sul titolo a prezzi interessanti, con uno stop rigoroso sotto quota 14,60. I target a medio termine in caso di superamento di area 18 euro sono posti a 22 euro circa, valore ottenuto tramite l’applicazione della teoria delle onde di Elliott mancando i riferimenti storici: il titolo già oltre quota 18 viaggerebbe infatti su nuovi prezzi record.

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