Viareggio, Moretti condannato resta in Finmeccanica. “Sentenza populista”

1 Febbraio 2017, di Alessandra Caparello

LUCCA (WSI) – Una sentenza che trasuda di populismo. Queste le parole dell’avvocato Armando D’Apote, legale di Rfi e Fs in merito alla sentenza sul disastro ferroviario di Viareggio emessa dal Tribunale di Lucca.

Allee 23 e 50 del 29 giugno 2009 alla stazione della cittadina toscana il treno marci 50325 Trecate-Gricigliano composto da 14 cisterne cariche di GPL deragliò bruciando tutto ciò che si trovava nei pareggi, compresa la vita di 32 persone. Dopo quasi otto anni e centoquarantadue udienze il Tribunale di Lucca ha inflitto 23 condanne e dieci assoluzioni. Tra i condannati l’allora ad di Rfi oggi a capo di Leonardo-Finmeccanica, Mauro Moretti, quello stesso Moretti che qualche giorno dopo la strage si affrettò a dire di non sentirsi responsabile dell’accaduto e un anno dopo, dinanzi al Senato aveva sostenuto che, a parte lo spiacevolissimo episodio di Viareggio, la società a lui affidata aveva fatto miglioramenti in tema di sicurezza arrivando ad essere i primi in Europa.

Ora i giudici lucchesi sostengono che in qualità di amministratore delegato della società per azioni partecipata al 100% da Ferrovie dello Stato, nonché in qualità di responsabile della gestione e della sicurezza dell’infrastruttura ferroviaria del nostro paese, Mauro Moretti non ha valutato il rischio insito nella circolazione dei treni che trasportano merci pericolose.

“Non ha valutato che il grave rischio potesse accadere in una stazione vicina alle case, non ha valutato l’opportunità di abbassare la velocità in concomitanza di centri abitati”.

Così scrivono i giudici nella sentenza.

Mauro Moretti ancora a capo di Leonardo-Finmeccanica?

Da qui fari puntati proprio sulla figura di Mauro Moretti che, secondo le prime intenzioni del Governo, come ha riportato Repubblica, non vorrebbe rinnovarlo al vertice di Leonardo-Finmeccanica, anzi qualcuno come il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone pensava in un possible passo indietro dell’ingengnere dettato dalla sensibilità. Dimissioni chieste a gran voce anche dai Cinque Stelle che parlano di omicidio di Stato e dal Ppd, la senatrice Manuela Granaiola afferma che la condanna a sette anni è troppo lieve.

Ma se ad oggi non è arrivata alcuna comunicazione di dimissioni,  giunge invece la conferma da parte del cda della società che Mauro Moretti resterà al suo posto. In una nota i vertici di Leonardo-Finmeccanica dichiarano:

“Abbiamo verificato che permangono in capo all’amministratore delegato tutti i requisiti previsti dalla vigente disciplina, nonché la piena capacità di esercitare le prerogative connesse all’ufficio di organo delegato ed ha confermato, all’unanimità, piena fiducia all’ingegner Moretti“.

Nel comunicato la società sottolinea che la condanna per il suo ad riguarda una suo precedente incarico, in Rfi. Inoltre da Leonardo da giorni un pool di giuristi prepara un ricco dossier pieno di leggi, richiami normativi e giurisprudenziali per far sì che il ruolo di Moretti in Leonardo non venga intaccato. E così è o almeno potrebbe essere fino a primavera 2017, quando il mandato dell’ingegnere scadrà e secondo quanto si vocifera al Mef e al Ministero dello Sviluppo Economico non verrà riconfermato, considerando anche il preoccupante calo di commesse durante la sua gestione. Intanto oggi a Piazza Affari il titolo Leonardo regge e guadagna  +2,27% a 2,19 euro.