Verso “un ecosistema di sostenibilità”: il ruolo della consulenza finanziaria oltre l’Esg

8 Ottobre 2019, di Alberto Battaglia

Creare valore attraverso la consulenza finanziaria, non solo per il cliente, ma anche per l’avanzamento della società verso l’economia sostenibile. E’ un tema quantomai ambizioso quello che caratterizza la conferenza annuale di Assoreti, l’associazione che riunisce le società che prestano servizi di consulenza finanziaria, tenutasi martedì 8 ottobre presso il Centro Congressi Cariplo di Milano.

La crescente consapevolezza della società, non solo dei giovani seguaci di Greta Thunberg, fanno della sostenibilità uno dei trend destinati a incrementare la propria influenza nei prossimi anni. E’ vero, nell’Esg “c’è molta moda”, afferma il capo economista di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice, ma allo stesso tempo sarà “la sfida degli anni ’20”. Per i consulenti la selezione delle opportunità d’investimento localizzate in aree innovative come IA, domotica, fintech sarà una delle attività fondamentali per il futuro, afferma l’economista, e “servirà capire quanto ogni singola realtà sia già stata prezzata”.

Il presidente di Ubi Banca, Letizia Moratti, sottolinea l’importanza non solo degli investimenti sostenibili Esg, ma anche della creazione di un più allargato “ecosistema di sostenibilità” che tenga in adeguata considerazione fattori sociali e fenomeni di lungo periodo come l’invecchiamento della popolazione.
Nei prossimi anni, ricorda Moratti, si andrà a verificare una divergenza crescente fra quello che sarà il welfare atteso dai cittadini e quello economicamente disponibile; un welfare gap che secondo quanto riporta la presidente di Ubi potrebbe arrivare al 70%. Il consulente, aggiunge Moratti, ha un ruolo fondamentale nell’indirizzamento del risparmio delle famiglie verso una pianificazione saggia del futuro, anche tenuto conto del fatto che il 32% della ricchezza famigliare è detenuta in liquidità.

“Crediamo che sia importante assumere iniziative di sostegno e di impulso in settori, quali quello dell’Esg e degli investimenti nell’economia reale, oggi particolarmente sentiti quali un naturale sbocco del mondo della consulenza, di fronte a bisogni nuovi che vanno adeguatamente tutelati”, commenta Paolo Molesini (nella foto), presidente Assoreti e ad di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private banking.

A proposito del ruolo della professione, Molesini ritiene che il suo valore sia facilmente misurabile: uno dei maggiori contributi, afferma, è rappresentato dalla disciplina che il consulente è in grado di trasmettere al suo cliente. Libero di cedere alla propria emotività, infatti, il comportamento del risparmiatore tende a lasciarsi trasportare a dinamiche che, il più delle volte, conducono a risultati inferiori alla media del mercato.
La professione, nell’arco di 50 anni, ha allargato di molto il suo perimetro d’azione, spiega il presidente Molesini, e oggi dovrebbe allargare la sua attività di supporto non solo nella sfera degli investimenti finanziari, ma anche immobiliari (assai comuni nel nostro Paese).

Per aggiornare le linee guida etiche della professione, Assoreti ha presentato il nuovo Codice di Comportamento. Un aggiornamento che non stravolge la prima carta nata nel 1987, secondo il professor Raffaele Lerner, intervenuto a commentare alcune delle novità, in quanto era già assai moderna.
C’è spazio anche per una battuta sul dualismo fra robo-advice e consulenza in carne ed ossa: “alcuni affermano che il roboadvice consenta maggiori margini di democraticità: esso fornisce a tutti le stesse informazioni e non guarda quanti soldi si hanno in tasca”, afferma Lerner, “ma non ha senso: il quid pluris della consulenza sta proprio nella personalizzazione del servizio”.