Verbali Fed: il prossimo rialzo dei tassi nell’incertezza più assoluta

17 Agosto 2017, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Incertezza è la sensazione che emerge dai verbali della riunione del 25-26 luglio scorsi della Banca centrale Usa che allora lasciò i tassi all’1-1,25% ma indicò l’intenzione di alzarli una terza volta entro la fine del 2017.

I membri del braccio di politica monetaria della Federal Reserve appaiono divisi sulla tempistica del prossimo rialzo dei tassi e sull’andamento dell’inflazione. Alcuni partecipanti hanno invitato alla pazienza esprimendo una certa “preoccupazione per il recente declino dell’inflazione” e hanno sottolineato come la Fed “potrebbe permettersi di essere paziente in circostanze attuali”. I membri più agguerriti invece sono “preoccupati per i rischi derivanti da un mercato del lavoro che aveva già raggiunto il pieno impiego ed è stato proiettato a rafforzarsi ulteriormente”.

Per altri membri c’è il rischio che – a fronte di un mercato del lavoro in forte crescita e di prezzi dell’azionario vicini ai record – l’inflazione balzi improvvisamente sopra il target di crescita annua del 2%.

Il presidente della Federal Reserve di San Francisco, John Williams, ha dichiarato oggi che i tassi d’interesse a breve sono attualmente la metà del loro livello normale, ed il costo del denaro dovrà essere aumentato nei prossimi anni.

“Dal mio punto di vista, probabilmente siamo a metà strada in termini di tassi d’interesse (…) A mio parere, un tasso d’interesse a breve regolare dovrebbe collocarsi attorno al 2,5%, mentre attualmente sono leggermente la metà di questo numero, pertanto dobbiamo aumentare il costo del denaro per riportarlo ad un livello normale, ma ciò andrà fatto in modo graduale in modo da far continuare l’espansione economica”.