Venezuela: Russia e Cina in aiuto, si placa paura default

16 Novembre 2017, di Mariangela Tessa

Mani tese da Russia e Cina per scongiurare il default del Venezuela. Il Paese sudamericano a un passo dal default, ha raggiunto ieri un accordo con Mosca per ristrutturare parte del suo debito per una cifra pari a oltre 3 miliardi di dollari. L’accordo che era nell’aria, prevede che il Venezuela effettui pagamenti minimi sulle sue obbligazioni russe nel corso dei prossimi sei anni.

L’intesa, firmata ieri da una delegazione guidata dal ministro dell’Economia e delle Finanze Simon Zerpa, servirà a ristrutturare il suo debito con Mosca, uno dei principali creditori del Paese. Una una boccata di ossigeno per Caracas affossata dai debiti con l’estero. La ristrutturazione di questo debito, infatti, è solo un piccolo aiuto rispetto all’indebitamento del Venezuela che raggiunge 150 miliardi di dollari.

Parole di distensione arrivano anche dalla Cina, suo principale creditore per una cifra che si aggira intorno ai 23 miliardi di dollari. Pechino finora non ha rilasciato comunicazioni ufficiali, anche se il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang ha dichiarato che “il governo venezuelano e il suo popolo hanno la capacità di gestire correttamente i propri affari, incluso il loro problema di debito”. Nel linguaggio della diplomazia cinese ciò si traduce in una dichiarazione di appoggio a Maduro o almeno di solidarietà.

A conferma dell’attenuazione delle tensioni, questa mattina il ministro della Comunicazione venezuelano, Jorge Rodriguez,  ha annunciato l’avvio dei pagamenti da parte del governo di Nicolas Maduro degli interessi sul debito estero.

Dichiarazioni che arrivano solo qualche giorno dopo che Standard & Poor’s aveva già dichiarato il default parziale del Venezuela, perché il governo aveva violato diverse scadenze al termine del periodo di grazia di 30 giorni; stessa sorte è toccata al gruppo petrolifero Pdvsa, per aver ritardato una settimana nel pagare due scadenze per un importo di 2.000 milioni di dollari.