Veneto Banca dichiarata insolvente: prescrizione lontana per Consoli e soci

28 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) –Svolta nella vicenda di una delle due banche venete che ha mandato in fumo milioni di euro di risparmi facendo finire sul lastrico migliaia di famiglie. Il Tribunale di Treviso ha dichiarato che alla data del 25 giugno 2017, quando è stata messa in liquidazione coatta, la banca era insolvente, il che fa slittare in avanti dei termini per la prescrizione dei reati contestati ai vertici dell’istituto, tra cui l’ad Vincenzo Consoli.

La sentenza ricostruisce minuziosamente il crac dell’istituto e indica uno spartiacque nella data del 23 giugno 2017. Prima della liquidazione coatta Veneto Banca non era in grado di continuare a svolgere la propria attività creditizia senza sostegno dello Stato, ma la situazione presentava indubbi margini di incertezza quanto al requisito dell’insolvenza.  La liquidazione coatta, scrive Il Fatto Quotidiano, aveva mutato tutto, la banca era ormai su un piano inclinato.

La sentenza permette così ora alla procura di procedere con un nuovo filone d’inchiesta: quello per bancarotta, andando oltre i reati di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza, truffa e falso dando così maggiori garanzie agli inquirenti di tempi più lunghi per indagare e agli ex soci di avere giustizia.

“Secondo Luigi Fadalti, il legale trevigiano che aveva chiesto per primo l’insolvenza di Veneto Banca, la decisione potrebbe dar luogo anche ad “azioni revocatorie per pagamenti successivi”, fra i quali, in linea teorica, sono comprese anche le transazioni accettate da molti soci, nella primavera del 2017, pari al 15% del valore perduto con l’azzeramento delle azioni, in cambio dell’impegno a non avviare contenziosi. Sotto il profilo degli effetti per i soci danneggiati, conclude il legale, “in prospettiva l’allargamento dello spettro dei possibili responsabili aumenta le possibilità di realizzo”. Di certo, con i nuovi reati, si allungano i tempi della prescrizione“.