Vendola indagato per la nomina di un primario, ad accusarlo “Lady Asl”

12 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Lei, la “Lady Asl” di Bari, e’ una delle vittime di piu’ alto profilo del piazza pulita ordinato al momento dello scoppio dello scandalo sanita’ in Puglia. Lui, Nicola Vendola, e’ presidente di quella Regione, che sostitui’ Lea Cosentino con Paolo Sardelli, primario di chirurgia toracica nell’ospedale San Paolo di Bari.

Ora la donna – ex direttore generale della Azienda sanitaria locale del capoluogo – lo accusa di aver favorito Sardelli a danno di altri. “Abuso d’ufficio in un concorso per la nomina di un primario”, e’ l’ipotesi di reato contestata al leader di Sinistra ecologia e liberta’ (Sel). Il governatore pugliese ha ricevuto l’avviso di garanzia della Procura di Bari.

“Ho fatto tutto nella massima trasparenza – si è difeso Vendola in una conferenza stampa convocata d’urgenza – come in ogni concorso mi sono soltanto assicurato che anche a quello partecipasse una platea di professionisti preparati”.

Mentre in riferimento alle accuse della Cosentino, Vendola ha spiegato: “Lei prova solo rancore e risentimento”. Nella conferenza stampa Vendola ha spiegato che “l’accusa nasce solo e soltanto dalle dichiarazioni della dottoressa Lea Cosentino”.

Quest’ultima, ha spiegato il presidente della Regione Puglia, “asserisce che all’origine di questa mia veemente interferenza ci sarebbe la mia amicizia con il professor Paolo Sardelli, elemento questo che è stato già smentito nei mesi scorsi dal professor Sardelli che ho conosciuto per essere una vera promessa della scienza medica”.

E nell’ambito di questa indagine – ha ribadito – “si appura che effettivamente il professor Sardelli era comunque il migliore”. “Cioè non viene messa in dubbio la qualità. Chi mi accusa? Mi accusa – ha proseguito Vendola – la dottoressa Cosentino sulla base di sue dichiarazioni rese tre mesi fa, non suffragate da nessuna altra prova, nessuna altra documentazione. Mi accusa – ha detto ancora – una persona animata da forte risentimento nei miei confronti, avendola io licenziata al momento del suo coinvolgimento nelle inchieste sulla malasanità”.

“La dottoressa Cosentino – ha insistito Vendola – è animata da tanto animata da rancore che ha fatto causa recentemente alla Regione chiedendo un risarcimento di tre milioni di euro”. Lady Asl e’ coinvolta nello scandalo della sanita’ pugliese assieme ai fratelli Tarantini.