Vendi le azioni e chiudi i conti di queste tre banche italiane

13 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Negli ultimi giorni le notizie che hanno riguardato le banche italiane non sono state proprio positive. Prima, Ubi Banca, con la sede perquisita e le indagini sui vertici e Bazoli. E’ stato poi il turno di Banca Etruria commissariata e di Mps, che ha annunciato una maxi perdita nel 2014, e che si prepara ad accogliere il Tesoro come nuovo azionista, a partire dal prossimo luglio.

Altroconsumo Finanza fa il punto della situazione su queste tre banche. Cosa fare se si è correntisti? Rimanere o ritirare i soldi? Ecco le risposte:

Banca Etruria: niente panico… ma esci il prima possibile.

“Già da tempo in difficoltà, Banca Etruria non è riuscita a trovare un “partner” bancario che l’aiutasse a ripianare le perdite (i dati 2014 non sono ancora noti, ma al 30 settembre il rosso era di oltre 126 milioni di euro). E così, non riuscendo ad andare avanti “da sola”, si è arrivati alla decisione di Banca d’Italia che ieri ha di fatto rimosso i vertici e mandato dei commissari straordinari al loro posto. Notizia che, certo, non arriva inaspettata, ma che comunque rappresenta un serio segnale d’allarme. Secondo Altroconsumo Finanza il commissariamento, certo, non è ancora sinonimo di fallimento: è ancora possibile, anche se poco probabile, che i commissari straordinari riescano a risolvere la situazione. Ma non è certo uno scenario su cui scommettere. Se si è azionista del gruppo, il consiglio è di vendere. Se possiedono conti correnti e conti deposito, il consiglio è di chiuderli il prima possibile: per ora la normale “operatività” della banca continua come al solito, ma i commissari potrebbero anche bloccarla nel caso lo ritenessero utile per risanare la situazione. Gli analisti di Altroconsumo Finanza sconsigliano di correre questo rischio”.

Mps, il buco si allarga: non farci finir dentro i tuoi soldi

Anche per Mps la giornata di ieri non è stata certo delle migliori: nell’annunciare i conti 2014 il gruppo ha dovuto ammettere che la perdita è superiore al previsto (ben 5,3 miliardi), ed è perciò costretto a batter cassa pesantemente. L’aumento di capitale non sarà di “soli” 2,5 miliardi, ma è stato alzato a 3 miliardi: più di quanto vale in Borsa, oggi, l’intero gruppo! Per riuscire a piazzarlo il gruppo dovrà abbassare ancora di più il prezzo delle nuove azioni e le conseguenze, negative, sui titoli già in circolazione saranno più pesanti del previsto. Altroconsumo Finanza consiglia di vendere le azioni Mps nonostante il calo già registrato: se si aspetta l’aumento di capitale, ci si potrebbe rimettere ancora di più. Se invece si è correntista, non c’è motivo di fuggire a gambe levate: l’operatività del gruppo, almeno per ora, non è a rischio. Certo, consigliano gli analisti di Altroconsumo Finanza, vale la pena di guardarsi intorno, tanto più che, come per Banca Etruria, sul mercato puoi trovare decisamente di meglio; perché allora rimanere in Mps quando andando altrove si sta più tranquilli e in più si risparmia?

Ubi banca: vertici indagati

Per Vincenzo Somma, direttore di Altroconsumo Finanza: “A completare il tris di notizie negative, ci sono le indagini su Ubi Banca. La procura ha infatti avviato indagini e perquisizioni che coinvolgono il gruppo e i suoi vertici. L’accusa è di aver organizzato un sistema di deleghe “in bianco” o false per aumentare i voti in assemblea e ottenere l’elezione alle cariche di gestione del gruppo”. “Certo la notizia impatta più sul management che sui conti della banca in sé, continua Somma, “ma di certo non mancano i risvolti negativi per la società. Sia diretti (per le eventuali sanzioni) ma anche indiretti: è infatti un segnale del fatto che le regole di gestione mostrano più di una falla. Contando anche che il titolo è caro (stiamo rivedendo i conti trimestrali, ma da una prima nostra analisi non sono tali da modificare il nostro giudizio), vendi le azioni se ancora le hai”.