Vendere casa, un’impresa. Ci vogliono 9 mesi

22 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Per via della crisi, oggi vendere casa richiede mediamente 8,5 mesi con un ribasso medio sul prezzo iniziale richiesto del 16,5% a fine trattativa. E’ ciò che emerge dal rapporto di Nomisma che fa sapere che attualmente il periodo non è tra i migliori per vendere un immobile.

Nel dettaglio

La prima fonte di preoccupazione per Nomisma resta la contrazione del credito, finalizzato all’acquisto di un immobile. Le banche non concedono mutui e questo porta ad una contrazione delle vendite. Ma la crisi del mercato immobiliare si manifesta, secondo Nomisma, anche con il dilatarsi dei tempi di vendita a fronte di un’offerta crescente e disposta a rivedere il prezzo ovviamente al ribasso.

“Fino a un anno fa, chi vendeva non voleva abbassare i prezzi e la forbice tra domanda e offerta era molto ampia”, afferma Paolo Righi, presidente di Fiaip, la federazione degli agenti immobiliari. “Oggi domanda e offerta iniziano a incontrarsi – aggiunge – e i venditori sanno che devono abbassare le pretese, soprattutto chi cede il vecchio usato per migliorare il suo stato abitativo. Chi vende per sostituzione, infatti, oggi è disposto a scendere, anche perché sa di poter trovare a un po’ meno”.

Inoltre va detto che negli ultimi due anni si sono aggiunti numerosi aspetti: visto che l’offerta è tanta e la domanda è poca, chi vuol compare valuta sempre più elementi dell’immobile che i clienti vogliono valutare anche l’utilizzo di nuove metodologie costruttive e il risparmio energetico.

Precisamente i tempi medi per chiudere una trattativa hanno raggiunto gli 8,5 mesi nel residenziale, 10,4 mesi per gli uffici, i 9,8 mesi per i negozi e i 7 mesi per i box auto. Un allungamento, in un anno,di circa un mese e mezzo per tutte le tipologie.

In sostanza, dice Nomisma “l’offerta si scontra con una domanda debole e con ridotte capacità di spesa, al punto che chi è interessato a comprare davvero un immobile alla fine riesce ad ottenere un ribasso sul prezzo di oltre sedici punti rispetto al posto fissato all’inizio. Quindi chi vuol portare a termine l’operazione, inoltre, deve essere disposto a ribassare le proprie aspettative e a stabilire prezziche siano più conformi a quelli di mercato e alle esigenze della domanda.

L’esperto risponde

Secondo gli esperti il mattone non è più il bene su cui investire, anzi chi cerca di investire negli immobili ultimamente si trova ad avere a che fare con una risorsa che rischia di subire una svalutazione.

Quindi vendere per monetizzare oggi è sconsigliato. “Oggi vende solo chi è spinto da un progetto e investe in qualche intervento di ristrutturazione per cercare di ottenere il massimo” commenta Righi. La richiesta iniziale, però, deve essere realistica: nel residenziale usato gli sconti medi concessi in trattativa sono saliti di due punti percentuali negli ultimi sei mesi, secondo Nomisma.

Per chi vuole vendere casa, dicono gli esperti, è bene che si affidi a mani esperte per sapere realmente quanto vale la propria casa e quali sono le quotazioni sul mercato. Una perizia professionale, oltretutto, mette al riparo da eventuali imprevisti che potrebbero bloccare la vendita.

E’ sconsigliato mettere in vendita il proprio immobile sperando prima o poi di trovare almeno un acquirente disposto a tutto. Alla fine si arriverà a vendere la casa ad un prezzo davvero scontato.

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