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Vaticano, Ior fa passi avanti con Moneyval per l’antiriciclaggio

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ROMA (WSI) – Il Comitato Moneyval del Consiglio d’Europa ha approvato il Rapporto sui progressi fatti dalla Santa Sede per migliorare il suo sistema antiriciclaggio. Il documento è stato presentato dal Vaticano ad un anno di distanza dalla prima valutazione superata nel luglio 2012 con una buona pagella di 9 punti centrali (Core and Key) superati, su 16 totali.

Il Rapporto è stato giudicato «molto positivo» a Strasburgo. E di «importanti sforzi intrapresi per rafforzare il quadro degli strumenti legali e istituzionali», ha parlato anche monsignor Antoine Camilleri, sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, capo della Delegazione vaticana.

René Bruelhart, direttore dell’Aif (l’Autorità che monitora tutte le attività finanziarie vaticane) spiega al Corriere : «Oggi la Santa Sede ha un sistema adeguato, efficiente e in linea con gli standard internazionali. Quanto all’antiriciclaggio, oggi, non c’è differenza tra il Vaticano e qualsiasi altro Paese europeo».

Nel Rapporto si afferma anche che «l’Aif ha registrato un aumento significativo delle segnalazioni di transazioni sospette», nel corso di quest’anno, a partire da luglio. Vengono richieste ispezioni formali dell’Aif presso lo Ior e l’Apsa, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, ed è annunciata ufficialmente la chiusura di molti conti da parte dello Ior e anche dell’Apsa.

«Quest’ultima decisione — afferma Bruelhart — è stata presa dal Consiglio di Sovrintendenza dello Ior (cioè il consiglio d’amministrazione, ndr ) di concerto con il Consiglio Cardinalizio di sorveglianza e la Commissione Referente al Papa ed è stata pubblicata sul sito web dello Ior il 31 luglio». E chiarisce in che cosa consisterà: «Le relazioni con i clienti che non rientrano nelle categorie specificate alla pagina web stanno per essere chiuse. L’Aif sta supervisionando questo processo, che penso durerà qualche mese. Però questo non va confuso con la conclusione o la sospensione di rapporti con i clienti per sospetta violazione delle norme contro il riciclaggio del denaro».

I casi di sospetto riciclaggio, aggiunge, «saranno prerogativa dell’applicazione delle leggi vaticane e delle autorità di sorveglianza, cioè dell’Aif». Ci sono poi i conti dell’Apsa (che si era di fatto trasformata in una seconda banca di San Pietro) che erano un problema menzionato nel Rapporto di Moneyval del luglio 2012. «Questi conti — rivela Bruelhart — sono stati già chiusi o trasferiti allo Ior».

Insomma, il 2013 si conclude per il sistema finanziario vaticano molto meglio di come era iniziato. Un vero annus horribilis : prima la grande tensione con l’Italia e con la Banca d’Italia, e il blocco dei bancomat, poi l’arresto di monsignor Scarano e la traumatica uscita di scena del direttore generale dello Ior e del suo vice. Adesso i rapporti con l’Italia sono migliori? Dice Bruelhart: «Abbiamo intrattenuto un dialogo molto costruttivo con le autorità italiane competenti, in particolare con l’Unità informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia. Da mesi si avverte uno slancio piuttosto forte a sostegno dei nostri negoziati bilaterali; a ciò va ad aggiungersi sicuramente l’esito positivo del Rapporto in progress. Continuiamo a profondere il nostro impegno nelle cooperazioni bilaterali fondate sulla reciprocità e sul mutuo rispetto».

Quanto alle Dogane italiane e al problema del passaggio transfrontaliero di contante, emerso a seguito di un’interrogazione parlamentare dei 5 Stelle, Bruelhart sdrammatizza: «Non mi sono noti né attriti né malintesi».

«Le leggi promulgate nel corso degli ultimi mesi — conclude infine il direttore generale dell’Aif, con riferimento a una serie di interventi legislativi che recano la firma di Papa Francesco — sono stati passi importanti e hanno dato un segnale chiaro dell’impegno della Santa Sede nel rafforzare ulteriormente il suo sistema di prevenzione dei reati finanziari».

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Il Corriere della Sera – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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