Valute, ecco cosa si nasconde dietro lo scatto dell’Euro

5 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Il rafforzamento dell’euro, soprattuto nei confronti del dollaro, continua a trovare molti scettici. I motivi che, secondo molti, hanno spiegato questo movimento sono due. Primo: il successo dell’asta di titoli di stato spagnoli (successo, fa notare il Financial Times, significa che Madrid ha trovato acquirenti che si sono presi il suo debito). Secondo: i timori di una doppia recessione negli Stati Uniti, con tutti gli spiacevoli effetti che potrebbe comportare sul deficit di bilancio.

Ma c’e’ molto altro che spiega cosa stia succedendo sul mercato valutario. L’approfondimento online del FT cita l’analista di Rbs Greg Gibbs, che riporta l’attenzione sul rollover della Bce, ossia la quota rinegoziata di prestiti concessi alle banche. Nella giornata di giovedi’ 1 luglio, infatti, gli istituti europei erano chiamati a far fronte alla scadenza di un’operazione a 12 mesi da 442 miliardi siglata nel 2009.

“Le operazioni sul mercato monetario ad opera della Bce hanno efficacemente condotto a un significativo restringimento delle politiche monetarie, soprattutto se confrontate con quelle che sono state adottate nel corso dell’ultimo mese in molte altre economie. Il risultato e’ stato un sostanziale rialzo del rendimento sull’euro, che il mercato non ha potuto ignorare”.

Il punto cruciale sottolineato dall’analista e’ nella tempistica (accorciata da 12 a 3 mesi) delle scadenze dei finanziamenti concessi al sistema creditizio dalla Bce al tasso dell’1%. “Questo cambiamento ha messo sotto pressione tutta la curva dei rendimenti. In un contesto caratterizzato da una caduta dei rendimenti nell’ultimo mese, quelli sull’euro hanno agito in controtendenza”.

Leggere anche l’articolo di WSI:
Alert: sale l’euro, insieme a Libor ed Euribor

D’accordo, commenta implicitamente l’FT che pero’ non manca di ricordare che tutto sommato un euro debole non era poi cosi’ mal visto, supportando la crescita nell’Eurozona. Un sogno, se si pensa alle misure di austerita’ adottate (e che attendono di essere implementate).

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L’analista conclude: “non e’ chiaro se la Bce si proponga volutamente di alzare il costo del rifinanziamento. Forse e’ una mossa interpretata come bilanciamento dovuto agli acquisti (da parte dell’Eurotower, ndr) di bond periferici”.

Insomma, una Bce secondo l’analista che stringe i cordoni sul mercato monetario ma che li allenta sul fronte degli asset (da mettersi in tasca). Si ricorda che la Bce il primo di luglio ha effettuato un’operazione di regolazione della liquidità bancaria collocando 111.23 miliardi di euro a 6 giorni al tasso fisso dell’1% a 78 banche. Il giorno prima era stata fatta una mossa simile a tre mesi. L’obiettivo: dare modo alle banche di far fronte alla scadenza dell’operazione a 12 mesi di 442 miliardi di euro effettuata nel 2009.

Se si somma l’ammontare di fondi concesso con le due operazioni si ottiene un importo di 243 miliardi di euro, ossia 200 miliardi in meno della cifra in scadenza. Cosa che confermerebbe come le banche non abbiano così tanta necessità di fondi come si temeva sul mercato.