Usa: un futuro di austerita’ selvaggia. Se la Fed non provochera’ prima una Guerra Civile

21 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Quale e’ puo’ essere la probabile causa scatenante di disordini e proteste di piazza in America? Immigrazione? Matrimonio tra gay? Aborto? La moschea a Ground Zero? I risultati delle elezioni di midterm del 2 novembre e un clamoroso successo del Tea Party? Niente di tutto cio’. La risposta e’: la Federal Reserve. Esatto, la banca centrale americana, guidata da Ben Bernanke.

E non siamo noi di Wall Street Italia a scriverlo per tirare acqua al mulino dei temi economici (in genere cosi’ poco seguiti da masse inebetite dalla TV). E non e’ nemmeno un blog estremista di qualche matto americano di estrema destra seguace della Sarah Palin (di quelli, magari, che si vestono da nazisti nel weekend e si presentano candidati alle elezioni…) a sostenere che possa essere la Federal Reserve la causa scatenante di una nuova guerra civile in America. No, lo sostiene una moderata testata della classe media come il settimanale Time, magazine forte di 3 milioni di copie, fiore all’occhiello del gruppo omonimo quotato a Wall Street Time Warner (vi consigliamo di leggere l’articolo del link o di tradurlo con Google).

E, come se non bastasse, in uno scenario simile di impensabili fattori in gioco, in quest’America che comincia a dare segni sempre piu’ frequenti di impazzimento economico e politico, ieri lo strategist di Citigroup, Willem Buiter, insieme a Howard Davies, chairman della London School of Economics (cioe’ non esattamente due sprovveduti in cerca di pubblicita’) intervistati da Bloomberg TV hanno detto che nel futuro degli Stati Uniti prevedono una fase di “asterita’ selvaggia” in arrivo. “L’unico dubbio riguarda, in verita’, il timing e la composizione” dei prossimi programmi di austerita’, ma non il “se”, si sente dire nel video che alleghiamo.

Nel discutere inoltre la particolare abilita’ di Washington nell’aver saputo finora posticipare le sgradevoli ma inevitabili misure di “tiraggio della cinghia”, per la prima volta nella storia del paese, dopo anni di consumi sfrenati e bolle finanziarie alimentate dalle lobby di Wall Street, Buiter fa notare che “gli Stati Uniti saranno ancora in grado di indebitarsi, per qualche tempo, a tassi infimi e senza correre rischi”. Soprattutto perche’ “il mercato Usa e’ tenuto su dal ruolo del dollaro come moneta di riserva mondiale”.

“Ma – aggiunge l’economista di Citigroup (colosso bancario la cui maggioranza azionaria e’ oggi in mano al governo Usa che la rilevo’ per evitare un apocalittico collasso nell’ottobre 2008) – questa capacita’ non potra’ durare a lungo e questo scudo di protezione ad un certo punto finira’ per essere inefficace”. Motivo: “la disciplina del mercato finanziario e’ stata completamente erosa dal peso insostenibile dei deficit”. Parole pesanti e scenari tetri. E sarebbe davvero interessante sapere cosa ne pensano i lettori di WSI che conoscono l’inglese, dopo aver visto il video: potete scrivere un’opinione nei Commenti oppure sul nuovo Forum di WSI.