USA: PREZZI IMPORT IN FEBBRAIO, MASSIMI IN 10 ANNI

15 Marzo 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il Dipartimento al Lavoro ha comunicato mercoledi’ mattina che i prezzi dei beni d’importazione sono cresciuti in febbraio dell’1,9%, dopo un mite +0,3% (cifra rivista) di gennaio.

La ragione: una crescita dei prezzi del petrolio importato pari al 13,9%.

L’aumento e’ il piu’ grande dall’ottobre del 1980, quando l’indice era schizzato a +2,9%.

Il recente aumento del prezzo del greggio ha spinto l’indice dei prezzi all’importazione USA nel mese di febbraio alla sua piu’ grande rialzo in quasi dieci anni.

Il Dipartimento del Lavoro ha fatto sapere oggi che il prezzo dei prodotti importati negli Stati Uniti e’ salito del 1,9% in febbraio dopo una crescita dello 0,3% in gennaio.

La lievitazione dei prezzi – la piu’ importante dopo il 2,9% registrato nel 1990 – e’ da attribuirsi in gran parte all’aumento del 13,9% del prezzo per l’importazione del greggio dovuto ad una diminuzione dell’estrazione del petrolio deciso dai paesi membri OPEC. Questo ha trascinato verso l’alto anche il prezzo della benzina e del riscaldamento anche se questo fattore volatile non ha ancora avuto un impatto prolungato sulle spese al consumo.

Epurato dalla componente volatile del petrolio, l’indice dei prezzi all’importazione salirebbe di un modesto 0,3% in febbraio dopo un calo dello 0,1% nei mesi precedenti.

Escludendo il greggio, nel corso degli anni i prezzi all’importazione sono avanzati dello 0,1%. Il prezzo della benzina, tuttavia, e’ salito del 168,4%. Dal febbraio 1999 al febbraio 2000 i prezzi all’importazione sono saliti in totale del 9%.

I dati sui prezzi all’importazione dovrebbero tuttavia essere messi in secondo piano da rapporto sui prezzi al consumo e alla produzione che verranno resi pubblici nei prossimi due giorni. Secondo gli analisti, anche questi due fattori verranno influenzati dal prezzo del greggio.