Usa: persi 95 mila posti, al 9.6% la disoccupazione

8 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Nel mese di settembre l’occupazione nel settore non agricolo negli Stati Uniti e’ calata di 95 mila unita’, con il dato che si e’ rivelato peggiore delle stime. Il tasso di disoccupazione si e’ attestato al 9.6%, confermandosi sui livelli del mese precedente (che rappresentano i minimi da luglio 2009), facendo meglio delle previsioni in questo caso. Rivisto il risultato di agosto a -57 mila da -54 mila unita’.

I dati, nel complesso deludenti, sono stati resi noti dal Dipartimento del Lavoro.

Si tratta, per il 2010, del quarto stop alla creazione di nuovi posti. L’economia e’ gia’ molto fragile a prescindere dallo stato di salute del lavoro e questi numeri non sono molto incoraggianti. L’unico fattore positivo e’ che le aziende stanno continuando a creare lavoro.

Per quanto riguarda la disoccupazione, la cifra e’ inferiore alle stime, ma rimane su livelli preoccupanti e potrebbe essere ancora piu’ alta se comprendesse anche gli americani scoraggiati, ovvero coloro che sono costretti ad accontentarsi di un lavoro part-time o che hanno rinunciato a fare domande.

In tempi normali, gli Stati Uniti avrebbero bisogno di creare 100-150 mila posti di lavoro al mese per assorbire l’incremento naturale della popolazione lavorativa e ridurre gradualmente il tasso di disoccupazione.

Per agosto, le stime degli economisti erano per un risultato invariato, mentre il tasso di disoccupazione era previsto in rialzo al 9.7% dal 9.6%. La percentuale e’ rimasta sui livelli del mese antecedente nonostante gli occupati siano aumentati di 141 mila unita’.

Il miglioramento della situazione riguardante la disponibilita’ di posti di lavoro non ha ancora avuto quell’effetto positivo che ci si aspettava sui cosiddetti scoraggiati, che hanno smesso di cercare un’occupazione. Quando questi ultimi torneranno a far parte di quella che viene considerata la forza lavoro del paese, il tasso dovrebbe tornare sul 10%.

Ma la vera delusione e’ rappresentata dal reddito per ora, che e’ calato dopo due mesi di crescita sostenuta. Gli stipendi medi all’ora sono risultati invariati rispetto al mese precedente contro un atteso +0.2%. Il dato del mese precedente e’ stato di un rialzo dello 0.3%. Le ore di lavoro settimanali sono state in media pari a 34.2 da 34.2 di agosto.

E’ il settore privato ad offrire le notizie meno negative. Le aziende hanno assunto 64 mila persone nel complesso nel mese di riferimento dopo l’incremento rivisto di 93000 di agosto. Le stime erano per un incremento di +74 mila posti. E sono proprio le imprese che alimenteranno la crescita degli Stati Uniti.

Per gli economisti interpellati da Bloomberg il tasso di disoccupazione sara’ pari almento al 9% per tutto il 2011, non certo una grande notizia visto che rischia di compromettere le spese al consumo, che rappresentano circa i due terzi della maggiore economia al mondo.

“La ripresa dell’occupazione procede molto a rilento”, ha dichiarato a Bloomberg Steven Wood subito dopo la pubblicazione delle cifre. Il presidente di Insight Economics ritiene inoltre che “le aziende preferiscono mantenre ancora un approccio improntato alla cautela per quanto riguarda le assunzioni”.