USA: PERSI 36 MILA POSTI, DISOCCUPAZIONE AL 9.7%

5 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

Nel mese di febbraio l’occupazione nel settore non agricolo negli Stati Uniti e’ diminuita di 36 mila unita’, con il dato che si e’ rivelato migliore delle stime. Il tasso di disoccupazione si e’ attestato al 9.7%, invariato rispetto al mese precedente.

I dati sono stati resi noti dal Dipartimento del Lavoro.

Si tratta dell’ennesimo mese in cui le aziende americane – piccole, medie e grandi – licenziano. Dall’inizio della recessione a dicembre 2007 sono stati persi 8.4 milioni di posti. Una cifra enorme.

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Per febbraio, le stime degli economisti erano per la perdita di 68 mila posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione era stato previsto al 9.8%. Il dato di gennaio e’ stato rivisto al ribasso a -26 mila da -20 mila.

Le ore di lavoro settimanali sono state in media pari a 33.8, lievemente superiori alle 33.7 previste da 33.9 di gennaio. Gli stipendi medi all’ora sono risultati in rialzo dello +0.1% rispetto al mese precedente, a fronte del consensus per un +0.2%. Su base annuale l’incremento e’ dell’1.9% contro un previsto rialzo di due punti percentuali, come era stato registrato nel mese precedente.

“Non sappiamo quanto il maltempo abbia condizionato l’andamento delle assunzioni da parte delle aziende”, ha fatto sapere il Dipartimento del Lavoro Usa.

“Ci sono segnali di miglioramento, ma il vero problema e’ una disoccupazione strutturale che comunque resta”, ha detto Bill Gross di Pimco, che non esclude comunque un ritorno al 10% del tasso di disoccupazione.

“Ci siamo, ci stiamo avvicinando al punto in cui si tornano a creare posti di lavoro”, ha commentato Ken Mayland, presidente di ClearView Economics LLC in Ohio. “L’economia si sta muovendo verso un generalizzato miglioramento”.