La Fed alza i tassi di 75 punti base. Non accadeva dal 1994

15 Giugno 2022, di Valentina Magri

La Federal Reserve (Fed) ha innalzato i tassi d’interesse di 75 punti base. Si tratta del rialzo più aggressivo della Fed in una singola riunione dal 1994 a oggi. Tale revisione al rialzo dei tassi cha portato il costo del denaro a un intervallo compreso tra l’1,5% e l’1,75%. La mossa della Fed era largamente attesa dai mercati.

I motivi dietro la decisione storica della Fed

Quella della Federal Reserve è stata una decisione obbligata vista l’impennata dell’inflazione, ai massimi da 40 anni negli Stati Uniti, dove i prezzi al consumo hanno registrato un incremento all’8,6%, superiore al +8,3% del mese precedente e al +8,3% atteso dal mercato. Una decisione anche pressoché unanime: a votare contro è stata solo Esther L. George, presidente e ceo della Fed di Kansas City, che in questa riunione avrebbe preferito aumentare di 0,5 punti base l’intervallo obiettivo per il tasso dei fondi federali, portandolo all’1,25%-1,5%.

Contestualmente, il Fomc (comitato di politica monetaria della Fed) continuerà a ridurre i titoli del Tesoro, di titoli di debito e titoli garantiti da ipoteca nel suo bilancio, come descritto nei piani per la riduzione delle dimensioni del bilancio della Federal Reserve, pubblicati lo scorso maggio. Nel comunicato stampa della Fed, diffuso al termine della due giorni di riunione, la banca centrale americana si è detta “fortemente impegnata” a far calare l’inflazione al 2%. Secondo le ultime stime della stessa Fed, l’inflazione è prevista attestarsi al 5,2% nel 2022 e al 2,6% nel 2023. In prospettiva, la Fed si è dichiarata “pronta ad adeguare l’orientamento della politica monetaria se se dovessero emergere rischi che potrebbero ostacolare il raggiungimento degli obiettivi del Comitato”.

Nel suo comunicato stampa, la Fed ha giustificato la sua decisione storica adducendo che le implicazioni della guerra per gli Stati Uniti non sono più “altamente incerte”, come era indicato a maggio. Inoltre, la Fed non si aspetta più che l’inflazione ritorni all’obiettivo, anche se è “totalmente determinata” a far di tutto perché questo accada. Quanto all’economia reale, la banca centrale americana constata che la crescita Usa appare ora in ripresa, dopo il rallentamento del primo trimestre, con gli aumenti dei posti di lavoro “robusti”.

Le previsioni economiche della Federal Reserve

Secondo il  grafico dot plot, i cui punti che indicano le aspettative dei singoli governatori sul futuro andamento dei tassi, il tasso di riferimento della Fed chiuderà l’anno al 3,4%, una revisione al rialzo di 1,5 punti percentuali rispetto alla stima di marzo. Ciò implica un ulteriore inasprimento di 175 punti base quest’anno. Il Fomc vede quindi il tasso salire al 3,8% nel 2023, un punto percentuale in più. I funzionari hanno anche ridotto significativamente le loro prospettive per la crescita economica del 2022, anticipando ora solo un aumento del Pil dell’1,7%, in calo dal 2,8% di marzo. La disoccupazione potrebbe salire dal 3,6% al 4,1% a fine 2024.