USA: GIA’ FINITO
IL RALLY
DA GUERRA?

19 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

L’impennata dei mercati americani? Potrebbe essere gia’ terminata.

Un articolo del quotidiano USA Today sottolinea che il rally messo a segno dagli indici tra il 13 e il 17 marzo, con il Dow Jones che in sole cinque sessioni ha guadagnato l’8,9%, si e’ verificato prima dell’inizio del conflitto, mentre storicamente “i mercati salgono solo quando iniziano a essere sganciate le bombe”.

Cosi’ accadde nell’operazione Desert Storm, quando il listino industriale registro’ un rialzo del 4,6% nel primo giorno dell’attacco.

“Questa volta il rally c’e’ gia’ stato”, osserva Todd Leone, di S.G. Cowen. Il Dow Jones ha ingranato la retromarcia gia’ nella seduta di martedi’ 18, quando, debole per l’intera giornata, e’ riuscito a chiudere in positivo solo grazie a uno sprint finale.

“D’altronde l’indice non puo’ continuare a salire di 200-300 punti ogni giorno”, spiega Henry Herrmann, chief investment officer di Waddell & Reed.

Il problema e’ proprio questo. Gli indici avrebbero guadagnato troppo nelle sedute di giovedi’ 13 e lunedi’ 17 marzo, scontando uno scenario che non necessariamente si verifichera’.

Gli investitori scommettono su una guerra-lampo, con una facile vittoria degli USA. Ma le cose potrebbero anche andare diversamente. Phil Dow, director of equity strategy di RBC Dain Rauscher, illustra le incertezze che avrebbero gia’ messo la parola fine ai rialzi dell’azionario:

  • Quanto durera’ la guerra e quale sara’ il suo esito?
  • Le grandi istituzioni finanziarie torneranno ad acquistare?

    Alcuni esperti temono che l’affaire Iraq sia stato preso come scusa dagli investitori per insabbiare le reali condizioni in cui versa l’economia americana, che guerra o non guerra e’ decisamente debole. Ma quando il conflitto sara’ terminato “non ci saranno piu’ scuse”, osserva Phil Dow, di RBC Dain Rauscher.

    Nel meeting di martedi’ 18, la Federal Reserve ha dichiarato che la soluzione delle tensioni internazionali permettera’ all’economia di recuperare terreno. Ma sara’ vero? Purtroppo lo sapremo solo alla fine del conflitto.