Usa, Donald Trump firma quattro provvedimenti per sostenere economia

10 Agosto 2020, di Massimiliano Volpe

Con gli Stati Uniti ancora nel pieno dell’emergenza sanitaria e i sondaggi sempre più a vantaggio del candidato democratico Joe Biden, il presidente Donald Trump ha firmato quattro ordini esecutivi che introducono nuovi provvedimenti a sostegno all’economia a stelle e strisce.

In particolare sono stati reintrodotti i sussidi aggiuntivi alla disoccupazione di 600 dollari settimanali, scaduti a fine luglio, ma diminuiti a 400 dollari a settimana “per non disincentivare i disoccupati a cercare un nuovo lavoro”.
Con altri decreti anticipati via Twitter il presidente ha bloccato il pagamento delle imposte sui redditi inferiori ai 100 mila dollari dal primo agosto sino a fine anno. Una misura che aiuta i dipendenti ma anche le imprese riducendo il costo del lavoro.
Il presidente ha poi sospeso anche gli sfratti per gli affitti non pagati e il pagamento delle rate dei prestiti degli studenti universitari.

Neanche a dirlo sono piovute subito le critiche da parte del partito democratico che accusa il presidente di avere esautorato il Congresso dalle decisioni in materia economica di sua competenza.

Secondo il New York Times, le misure hanno un effetto limitato e si prestano a contestazioni legali. I decreti del presidente evitano un vuoto d’interventi alla scadenza dei provvedimenti temporanei già adottati.

Proseguono gli incontri con la Cina

L’attivismo del presidente Trump dovrebbe proseguire anche in settimana. Secondo quanto anticipato dal Wall Street Journal nei giorni scorsi il prossimo 15 agosto sarebbe previsto un nuovo ciclo di trattative commerciali tra Usa e Cina. Secondo l’indiscrezione, i funzionari americani e cinesi si confronteranno sull’evoluzione delle loro relazioni dopo aver verificato la conformità di Pechino all’accordo commerciale firmato a gennaio.
La Cina sarebbe infatti rimasta al di sotto del ritmo necessario per adempiere all’impegno di acquistare più prodotti agricoli statunitensi. Possibili tensioni tra le due super potenze economiche anche in scia alla recente repressione degli Stati Uniti contro le società tecnologiche cinesi.