USA: DENARO SPORCO ABBONDA NELLE BANCHE

5 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Le principali banche USA hanno raccolto enormi quantita’di denaro sporco negli ultimi anni senza saperlo. Ora pero’ devono stringere le misure di sicurezza e selezionare di piu’i propri clienti.

E’ la conclusione di un rapporto del Senato USA, secondo cui almeno 12 banche “offshore” avrebbero mosso capitali negli Stati Uniti grazie ad accordi speciali di collaborazione (“correspondent banking relationships”), che permettono agli istituti straneri di stabilire conti presso gli istituti di credito USA.

Tra le banche statunitensi che avrebbero aiutato – spesso senza saperlo – il riciclaggio di fondi illeciti il rapporto identifica J.P. Morgan Chase (JPM – Nyse), Citigroup (C – Nyse) , Bank of America (BAC – Nyse) e First Union (FTU – Nyse).

British Trade & Commerce Bank, ad esempio – una banca dell’isola caraibica di Dominica che mantiene tutti i suoi fondi in conti corrispondenti – avrebbe fornito servizi bancari a un individuo del New Jersey, condannato per riciclaggio di denaro, aiutandolo quindi nelle sue attivita’ illecite.

Tra le banche corrispondenti, dal settembre 1998 al febbraio 2000, BTCB contava anche First Union attraverso la quale era riuscita a muovere oltre $18 milioni.

Sebbene la banca americana abbia ora chiuso quel conto, il rapporto del Senato l’accusa di non aver utilizzato la diligenza necessaria.

Il sistema bancario americano dimostra cosi’ ancora una volta la propria vulnerabilita’ a causa della mancanza di sistemi adeguati di monitoraggio contro il riciclaggio di denaro sporco.

Sebbene dallo scandalo del 1999, che ha visto coinvolta la Bank of New York in $7 miliardi di fondi russi sospetti, molte istituzioni americane abbiano introdotto standard per monitorare il flusso di denaro proveniente dai Paesi ad alto rischio di riciclaggio, i controlli rimangono spesso inadeguati.

Il rapporto ha citato, ad esempio:

– un dirigente di J.P. Morgan Chase responsabile per 140 conti corrispondenti che ha confermato di non aver ricevuto alcun training sulle misure anti-riciclaggio;

– responsabili di Bank of America che hanno lamentato la mancanza di attenzione al problema durante vari anni in cui l’istituzione ha subito una serie di fusioni e Citibank che su notifica delle autorita’ americane avrebbe confiscato $7,7 milioni da un conto intestato a una banca delle Isole Caimane, ma non avrebbe poi condotto alcuna ulteriore indagine.

Le banche in questione naturalmente difendono le proprie misure di controllo, ma secondo il rapporto del Senato le istituzioni americane dovrebbero aumentare gli standard nei confronti delle banche offshore o di quelle in giurisdizioni ad alto rischio. Dovrebbe essere inoltre vietata l’apertura di conti corrispondenti delle banche straniere che non hanno una presenza fisica sul territorio americano.

La difficolta’ di monitoraggio e’ accresciuta dal fatto che molte banche offshore con conti corrispondenti negli Usa offrono ad altre istituzioni ad alto rischio l’uso dei servizi e l’accesso alla rete finanziaria americana.

Come nel caso di American International Bank, un’istituzione di Antigua implicata in una serie di attivita’ con alta potenzialita’ di riciclaggio di denaro che nella meta’ degli anni novanta aveva conti corrispondenti con almeno cinque banche americane.

Questa non solo ha trasferito oltre $240 milioni attraverso Bank of America e J.P. Morgan Chase, ma e’ stata utilizzata come banca corrispondente da altre istituzioni di credito offshore, tra cui una creata da individui condannati per reati americani e due rivelatisi centri di frode finanziaria e di riciclaggio di fondi illegali.