Usa: creati 39 mila posti, al 9.8% la disoccupazione

3 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Nel mese di novembre l’occupazione nel settore non agricolo negli Stati Uniti e’ aumentata ma meno del previsto. Creati 39 mila posti dopo i 151 mila aggiunti a ottobre, Il tasso di disoccupazione si e’ attestato al 9.8%, ai massimi di aprile e inaspettatamente sopra i livelli del mese precedente. Rivisto il risultato di ottobre a +172 mila da +151 mila unita’.

I dati, nel complesso deludenti, sono stati resi noti dal Dipartimento del Lavoro.

L’economia e’ gia’ molto fragile a prescindere dallo stato di salute del lavoro e questi numeri non sono molto incoraggianti. L’unico fattore positivo e’ che le aziende stanno continuando a creare lavoro.

Per quanto riguarda la disoccupazione, la cifra e’ peggiore delle stime e si trova su livelli preoccupanti, impensabili in un contesto di recupero anche se va detto che il lavoro e’ di solito l’ultimo tassello del puzzle economico a riprendersi da una recessione. Il tasso potrebbe essere ancora piu’ alto se comprendesse anche gli americani scoraggiati, ovvero coloro che sono costretti ad accontentarsi di un lavoro part-time o che hanno rinunciato a fare domande.

In tempi normali, gli Stati Uniti avrebbero bisogno di creare 100-150 mila posti di lavoro al mese, come avvenuto in ottobre peraltro, se vogliono assorbire l’incremento naturale della popolazione lavorativa e ridurre gradualmente il tasso di disoccupazione.

Per novembre, le stime degli economisti erano per un risultato in progresso di 130 mila unita’, mentre il tasso di disoccupazione era previsto invariato al 9.6%.

Il miglioramento della situazione riguardante la disponibilita’ di posti di lavoro sta probabilmente incominciando ad avere l’effetto positivo che ci si aspettava sui cosiddetti scoraggiati, che hanno ripreso a cercare un’occupazione. Cosi’ puo’ essere spiegato il rialzo del tasso: questi ultimi stanno evidentemente tornando a far parte di quella che viene considerata la forza lavoro del paese.

Delusione anche per le cifre sul reddito per ora, risultato invariato rispetto al +0.1% previsto e allo 0.2% del mese precedente. Le ore di lavoro settimanali sono state in media pari a 34.3, come previsto e in linea con il risultato di ottobre.

Il settore privato continua a mostrare un miglioramento della situazione, con le aziende che stanno continuando ad assumere. Tuttavia i posti creati (50 mila) sono meno di quelli attesi (140 mila). I dati di ottobre sono stati lievementi ritoccati a 160 mila assunzioni contro le 159 mila della precendete lettura. Siccome sono proprio le imprese che alimenteranno la crescita degli Stati Uniti, questo dato va analizzato con estrema attenzione.

Ora servono sicuramente piu’ posti di lavoro per sostenere i guadagni visti sul fronte dei consumi – che rappresentano circa il 70% dell’economia americana – nel periodo delle festivita’ di fine anno. Gli stipendi non stanno crescendo come desiderato e il tasso di disoccupazione resta altissimo. Questa e’ un motivo per cui gli esponenti di politica monetaria della Fed hanno annunciato un nuovo round di quantitative easing, misure di allentamento monetario alternative alle mosse sui tassi di interesse, fronte sul quale Bernanke & Co hanno le mani legate, avendo ridotto nei pressi dello zero il benchmark.

“C’e’ piu’ incertezza sull’outlook”, ha osservato quando interpellato da Bloomberg John Herrmann, strategist di debito fisso per State Street Global Markets LLC. L’analista ha tuttavia dispensato un po’ di ottimismo: “con la ripresa che guadagna forza e la fiducia dei manager aziendali che cresce, aumenta anche la loro propensione ad assumere, lo scenario lavoritivo dovrebbe migliorare”.