USA: AGENZIE ALL’ATTACCO DELLA RIFORMA OBAMA

4 Agosto 2009, di Redazione Wall Street Italia

Il segretario al Tesoro Tim Geithner ha puntato il dito contro i responsabili per la riforma delle regolamentazioni finanziarie accusandoli di ostruzionismo: ciascuno – ha detto il ministro dell’Economia Usa durante una tesa riunione alla quale erano presenti il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, e la numero uno della Sec (la Consob americana) Mary Schapiro – ritarda i lavori per proteggere la propria area di influenza o il ruolo della propria agenzia.

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«Quel che è troppo è troppo», avrebbe detto poi esclamato Geithner venerdì scorso ai responsabili delle varie agenzie americane secondo il Wall Street Journal di oggi. In realtà oggi è attesa un’audizione dei regolatori davanti alla commissione competente del Senato, durante la quale, secondo quanto rivelato da alcune anticipazioni del’agenzia Reuters, i diretti interessati si preparano a sferrare un attacco all riforma auspicata da Obama a dispetto della sfuriata di Geithner.

Secondo quanto riportato da Reuters, il direttore operativo dell’Office of Thrift Supervision (Ots, principale controllore delle casse di risparmio e relative holding, che dipende dal Tesoro), John Bowman. «Non appoggiamo la proposta dell’Amministrazione di creare una nuova agenzia di controllo sulle banche – ha dichiarato con nettezza in una nota scritta Bowman – denominata National Bank Supervisor, che eliminerebbe l’Ufficio del controllore della valuta e l’Ots». Inoltre l’Ots non sostiene la norma prevista nella proposta dell’Amministrazione di cambiare e razionalizzare i compiti di tutte le istituzioni federali dedicate alla supervisione del risparmio».

Chiaro che non tita una buona aria riguardo ai piani di Obama di operare un giro di vite su banche e mercati finanziari mentre la peggior crisi finanziaria degli ultimi 70 anni è ancora in corso e con l’economia che fatica a reagire a fronte di una pesante recessione. Il colpo finale arriva da Sheila Bair, repubblicana, presidente della Fdic (Federal deposit insurance coproration) su nomina di George W. Bush nel 2006, la società pubblica che garantisce sui depositi delle banche: «Non trovo alcuna valida ragione né elementi di saggezza nell’eventualità di un rafforzamento dei controlli federali sulle banche»

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