“Unione bancaria? Italia Mezzogiorno d’Europa”

25 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’Unione bancaria in Europa potrebbe rappresentare una fonte di opportunità per l’Italia ma comportare anche rischi molto rilevanti. E’ quanto ha detto, Antonio Patuelli, numero uno dell’Abi, affermando che i rischi potrebbero far diventare il paese il “Mezzogiorno d’Europa”.

“Se l’Italia entra con tutti i suoi difetti e non li corregge, corriamo dei rischi fortissimi, imperniati sul binomio debito pubblico e fisco. Questo è il nostro morbo e deve essere avviato a soluzione con un circuito virtuoso, perchè abbiamo il debito più elevato in Europa e costi elevatissimi legati allo spread”.

“L’unione bancaria per l’Italia deve essere uno stimolo a correggere alcune sue nefaste abitudini, altrimenti rischia di essere un guaio. La sfida è far entrare in Europa tutta l’economia italiana, comprese le aree più deboli. Ma il rischio massimo – ha aggiunto – è che tutta l’Italia si meridionalizzi, che diventi il Mezzogiorno d’Europa, la zona più fragile del continente. Queste sono le potenzialità e i rischi, e dobbiamo porci le questioni per tempo”.

Riguardo al problema delle sofferenze bancarie, Patuelli ha affermato che la maggior parte non è dovuta alle grandi società ma a una vasta platea di clienti, un problema economico e sociale “gigantesco”.

“Si sostiene che i problemi principali delle banche derivino da una cattiva erogazione dei prestiti a grossissimi clienti, ma c’è invece un fenomeno sociale ed economico gigantesco”.

Per i prestiti in sofferenza, infatti, il numero complessivo degli affidati è 1,167 milioni, di cui l’84% sono finanziamenti con un importo fino a 125mila. “Questo dato dà la misura della profondità orizzontale della crisi economica”.

Il numero uno dell’Abi ha poi parlato della minaccia “Nerolandia”, termine con cui si è riferito agli evasori fiscali che scaricano le loro “responsabilità inconfessabili” sulle banche.

“Chi parla male delle banche può avere tante ragioni”, ha detto, aggiungendo che “tante volte si parla male delle banche perchè si appartiene a Nerolandia”.

“Il mondo bancario è all’avanguardia nella gestione etica, ma ci prendiamo una serie di improperi perchè ci sono responsabilità inconfessabili dei singoli che vengono scaricate sulle banche, per colpe che non abbiamo”.

“Per sgominare Nerolandia l’evasione fiscale e tutti i comportamenti perniciosi che danneggiano anche gli onesti, ci vuole un’impennata di natura etica, di nuova civilizzazione, verticale e orizzontale, che impegni tutte le istituzioni dello Stato”.

Sul tema fusioni e acquisizioni: “se mi si chiede se prevedo aggregazioni in Europa, rispondo sì perchè in Europa non c’è stata finora una ventata di aggregazioni come quella che c’è stata in Italia negli ultimi 15 anni”.

“Se ci sarà una nuova ondata di aggregazioni non sarà però come negli ultimi 15 anni”, perchè sarà necessario valutare attentamente tutti i parametri, “e due debolezze non fanno una forza”.

“Quando mi propongono – ha puntualizzato Patuelli – di ragionare su questi temi, rispondo sempre che dobbiamo farlo con un approccio europeo. Non parliamo più solo di Italia, i nostri orizzonti devono essere europei”.