UNICREDITO DOVRA’ AFFRONTARE PROBLEMI DI PIONEER

16 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Pioneer Group (PIOG) promette all’acquirente UniCredito Italiano (UNCFY) il prestigio del proprio nome, ma porta con se’ anche alcuni problemi.

Le vendite, rallentate nel primo trimestre, possono essere migliorate, insieme alla distribuzione, dall’iniezione di liquidita’ di UniCredito, ma il ritorno di alcuni fondi d’investimento sara’ piu’ difficile da incrementare.

Il fondo Pioneer Growth Shares (MOMGX), a esempio, che ha portato nel 1988 un flusso di investimenti di $1 miliardo grazie alla sua partecipazione in titoli tecnologici, si e’ allontanato dal settore in un momento inopportuno e nell’ultimo anno ha registrato un –10%.

Pioneer Growth Shares ha attratto nel primo trimestre del 1999 $435 milioni in nuovi investimenti che sono poi scesi a $400 milioni nel secondo periodo e a $36 milioni nel terzo trimestre.

Il fondo Pioneer II (PIOTX) ha registrato nel primo trimestre di quest’anno disinvestimenti per 4498 milioni ed e’ in calo dell’1,2%.

Nonostante i disinvestimenti, Pioneer Investment Management mantiene la gestione di un patrimonio di $24 miliardi e alcuni fondi quali Pioneer MicroCap (PITHX), Pioneer Emerging Markets (PEMFX) e Pioneer Europe (PEURX) hanno registrato nell’ultimo anno rispettivamente 26,20%, 34,80% e 26,2%.

UniCredito non sembra preoccupata di questi dati e Moody’s ha confermato il rating del gruppo bancario italiano.

David Tripple, che diverra’ l’amminstratore delegato della nuova entita’ Pioneer Global Asset Management assicura che la gestione dei fondi d’investimento rimarra’ invariata, ma Kelli Stebel di Morningstar avanza l’ipotesi di una ristrutturazione.