UNICREDIT: SVALUTAZIONI PER 2.2 MILIARDI

2 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – Unicredit amplia i guadagni in Borsa (+1,42% a 1,32 euro), mentre si avvicina il giorno del rilascio dei conti del terzo trimestre 2009. Il prossimo 11 novembre infatti la banca guidata da Alessandro Profumo rilascerà i dati e il consensus degli analisti per il periodo vede un utile netto consolidato in calo a 392 milioni di euro dopo svalutazioni nette su crediti per 2,2 miliardi. Lo si legge sul sito web della banca che riporta il consensus elaborato sulle stime di 24 analisti.

Nel terzo trimestre 2008 Unicredit aveva registrato un utile netto di 551 milioni. Il margine di interesse è visto a 4,15 miliardi di euro (4,91 miliardi un anno prima), mentre quello di intermediazione a 6,75 miliardi (stabile rispetto a un anno prima), con un risultato del trading positivo per 548 milioni (negativo per 523 milioni un anno prima).

Il team degli analisti di Banca Imi, che cura il comparto bancario italiano, nel caso di Unicredit in effetti si attende un terzo trimestre 2009 caratterizzato da deboli margini di interesse, un trend parzialmente compensato da forti profitti da trading (648 milioni). Le svalutazioni su crediti dovrebbero rimanere alte (156bps), anche se sotto i livelli del secondo trimestre 2009 (166bps).

Gli analisti della banca si aspettano anche che Unicredit utilizzi molti dei 240 milioni di euro derivanti dalla vendita degli immobili per controbilanciare i rischi sul portafolio prestiti. Più nel dettaglio, a fronte di un utile netto visto a 440 milioni di euro con un Core Tier 1 al 7,07%, il margine di interesse è stimato a 4,083 miliardi di euro, in calo del 13,3% trimestre su trimestre e del 12,9% anno su anno.

Al contrario Banca Imi prevede una performance positiva delle commissioni (1,9 miliardi, +1,5% trimestre su trimestre ma -12,9% anno su anno). Gli esperti, in attesa dei conti, hanno comunque ribadito il rating buy e il target a 3,22 euro su Unicredit, scontando una ripresa del margine di interesse nei prossimi trimestri. “I rischi sono legati al deterioramento/miglioramento dello scenario macro nell’Europa dell’Ovest e nell’area CEE e al cambio valutario nei Paesi CEE”, avvertono gli analisti della banca. (Francesca Gerosa)

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